mercoledì 3 maggio 2017

MOZIONE PER L'OSPEDALE BEATO GIACOMO VILLA




Insieme alle altre minoranze, abbiamo presentato al sindaco Scricciolo e alla Giunta la mozione per chiedere il
ripristino del Pronto Soccorso a Città della Pieve

La mozione è stata accettata all'unanimità.  Questo presume, e ce lo aspettiamo, un impegno non solo dell'opposizione, ma anche della maggioranza per chiedere con forza in Regione la revisione del Piano Sanitario, così da assicurare ai cittadini pievesi e di tutta l'area dell'alto orvietano, il diritto alla salute.  

MOZIONE: RIORGANIZZAZIONE OSPEDALE BEATO GIACOMO VILLA
PREMESSO
Che il progetto di riconversione ospedaliera previsto dalla deliberazione del Direttore Generale dell’ azienda USL Umbria 1 n.506 del 10 giugno 2014 (mai approvato dal Comune di Città della Pieve), si è concretizzato nel piano attuativo per l’attivazione della Casa della salute (delibera n.227 del 22/02/2017) che ha previsto al 1/3/2017 la chiusura di tutte le attività a carattere esclusivamente ospedaliero svolte presso il Presidio di Città della Pieve;
Che tale piano attuativo prevede l’adozione di un nuovo modello organizzativo dell’area Emergenza Urgenza consistente nell’attivazione sperimentale di un punto di Prima Assistenza con una turnazione medica ed infermieristica H24.
CONSIDERATO
che Città della Pieve rientra nella strategia delle aree interne per l’utilizzo delle risorse della programmazione comunitaria;
che dalla Prima Commissione Consiliare della Regione Umbria presieduta da Andrea Smacchi riunita per un confronto tra i sindaci dei comuni dell’Area interna dell’Orvietano è emerso che “I sindaci hanno evidenziato le numerose difficoltà del territorio, dallo spopolamento alla carenza di servizi, dalla mancanza di occupazione all’invecchiamento demografico, dalle strade colabrodo alla banda larga fino alla sanità”;
che il Presidio di Città della Pieve quindi può ritenersi in un’area “disagiata”, in ambiente “montano o premontano”, con “collegamenti di rete viaria complessi” rientrando così nella casistica che rischia di superare “i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace” come sancito dall’art.9.2.2 del DM70 del 2/4/2015;
che al momento sul nostro territorio non è presente una pista di elisoccorso e che non è stato avviato il processo di una vera integrazione tra medici di medicina generale ed operatori della guardia medica per garantire la continuità assistenziale h24;
che Città della Pieve ha una posizione geografica peculiare e strategica rispetto alla ferrovia e all’autostrada ed il Presidio Pievese è stato da sempre un riferimento sanitario per le aree dell’Alto Orvietano, della bassa Valdichiana e del Trasimeno raccogliendo un bacino di circa 30.000 persone;
che tra i cittadini di Città della Pieve c’è una preoccupazione diffusa per il futuro della sanità pievese;
che il sistema dell’emergenza/urgenza nell’Area del Trasimeno così come è stato organizzato mostra delle carenze;
che il Comune di Città della Pieve ha una popolazione variabile legata a flussi turistici ed è tra l’altro sede di due importanti istituti scolastici con una popolazione complessiva di più di 1300 studenti;
nel rispetto del diritto alla salute sancito dalla Costituzione , di cui il sindaco è garante,
CHIEDIAMO
Un voto unanime del Consiglio Comunale che equivale ad un impegno di tutte le parti affinché si arrivi alla realizzazione dei seguenti punti:
  • Che si riveda il Piano Sanitario Regionale ai fini di una riorganizzazione del sistema dell’emergenza-urgenza, alla luce di quanto indicato in premessa e del punto 9.2.2. del D.M 70/2015;
  • Il potenziamento del sistema Emergenza Urgenza 118 con un’auto medicalizzata oppure un’altra ambulanza 118;
  • Il superamento della sperimentazione del PPA e il ripristino di un Pronto Soccorso come già richiesto con Delibera di Giunta Comunale n. 161 del 1/9/16 e trasmessa alla Regione il 2/9/16;
  • Che la Commissione Servizi Sociali monitori l’intero processo di riorganizzazione.

lunedì 24 aprile 2017

LA SALUTE DEI CITTADINI PIEVESI DIFESA DA MONTEGABBIONE




Venerdì 21 aprile a Montegabbione si è tenuta un’assemblea pubblica per parlare della chiusura dell’ospedale di Città della Pieve e dei problemi che questa iniziativa può portare ai cittadini del territorio, non solo Pievese ma anche dell’Alto Orvietano, da sempre parte del bacino di utenza della nostra struttura sanitaria.
All’incontro organizzato dal sindaco di Montegabbione erano presenti Attilio Solinas Presidente della Terza Commissione Consiliare in Regione che si occupa anche di tutela della salute, rappresentanti del Cisadep (coordinamento italiano sanità aree disagiate e periferiche), il consigliere regionale Valerio Mancini e l’avvocato Stefano Mingarelli. 
L'invito era stato esteso anche a tutti i sindaci dell’Area che pur manifestando adesione e solidarietà all’iniziativa non erano presenti causa altri impegni (… stiamo parlando di sanità e salute, possono esistere altre proprità? Sembrerebbe di si).

Dall’incontro sono emerse superficialità e carenze nella gestione di questa pseudo riqualificazione: il primo di marzo i cittadini hanno appreso che il pronto soccorso non esisteva più, che veniva sperimentato un Punto di Prima assistenza (PPA) le cui prestazioni ancora erano tutte da definire.

Ora, dopo molte richieste avanzate anche personalmente dal Sindaco Roncella sappiamo quali sono le prestazioni del PPA: le stesse che un qualsiasi medico di medicina generale potrebbe risolvere. In più, gli utenti che non possono essere trattati nel PPA e che quindi devono rivolgersi altrove, non hanno accesso prioritario pronto soccorso e le prestazioni richiedono il pagameto del tiket; perché un cittadino dovrebbe usufruirne? A questo si aggiunge un Ospedale Silvestrini saturo che non riesce a sopperire ai numerosi accessi perché non ci sono più filtri sul territorio.

Il Sindaco nel corso dell’incontro ha comunicato che l’amministrazione di Montegabbione si rivolgerà al TAR per impugnare la delibera dell’USL Umbria n.227 del 22/02/2017, perché tale delibera priva il nostro territorio di un presidio Ospedaliero fondamentale e perché tale documento non tiene conto del fatto che il territorio da Città della Pieve ad Orvieto fa parte del progetto pilota delle aree interne che ha come scopo il potenziamento di tre servizi fondamentali sanità, mobilità e istruzione per ridurre il progressivo calo demografico; lo stesso DM70 che dovrebbe essere il documento alla base della delibera stessa, al punto 9.2.2 indica come devono essere i presidi ospedalieri nelle zone particolarmente disagiate, ossia situate in ambiente montano o pre-montano, con collegamenti di rete viaria complessi.

Chiediamo all’Amministrazione Comunale di Città della Pieve e in particolare al Sindaco Scricciolo, che spesso ricorda le sue battaglie passate per l’Ospedale, di continuare a darsi da fare adesso appoggiando ricorso al TAR del sindaco di Montegabbione e di adoperarsi per sollecitare gli altri amministratori a fare altrettanto; 
alla vicinanza e alla solidarietà devono seguire atti concreti! 

Ricordiamo che a luglio il nostro Sindaco, riguardo la riqualificazione, garantiva la “piena funzionalità del pronto soccorso” ad ora questo non c'è e il ricorso al TAR per impugnare la delibera è un passo obbligato.

Questo Sindaco che prometteva di battere i pugni sul tavolo in Regione, o non lo ha fatto oppure se lo ha fatto non è stato ascoltato. L’uomo solo al comando ha fallito, facciamo rete chiediamo il sostegno di tutti, amministrazioni, associazioni, cittadini e alla dirigenza Usl e alla Regione dimostriamo che ci siamo e che pretendiamo che venga tutelato il nostro diritto alla salute.

giovedì 30 marzo 2017

GIORNI TRISTI PER CITTA' DELLA PIEVE



Quello che è successo oggi a Città della Pieve , relativamente alla mancanza di una ambulanza che potesse arrivare in tempo utile per il soccorso in Piazza Plebiscito, é veramente intollerabile. 

Serve poter avere un vero primo soccorso che possa tutelare la salute dei cittadini e un pronto intervento. 

Non esistono polemiche strumentali ma il realismo dei fatti che ci conferma il fatto che il nostro territorio é stato svenduto e abbandonato. 
C'è la volontà, per ora solo delle opposizioni, di fare fronte comune e di collaborare per una battaglia comune. 

Abbiamo bisogno anche dell'aiuto dei cittadini che devono far sentire forte il senso di impotenza e di indignazione che provano a causa di questa situazione. 
Solo uniti possiamo far sentire la nostra voce e se occorre urlare le nostre ragioni.

Ilaria Gabrielli
Portavoce Consigliere M5S Città della Pieve

mercoledì 22 marzo 2017

INTERROGAZIONE SULL'OSPEDALE

INTERROGAZIONE M5S



Oggetto: Interrogazione sul “Progetto di riconversione ospedaliera"

 La sottoscritta Ilaria Gabrielli Capogruppo del Movimento 5 Stelle di Città della Pieve,
PREMESSO CHE
nel marzo 2015 nell’incontro pubblico con la Presidente Marini fu presentato il progetto di riconversione dell'ospedale Beato Giacomo Villa  che il Sindaco definì “il meglio che si potesse ottenere";
nella delibera di giunta regionale n.493 del 14 aprile del 2015, veniva fissato in 3 milioni e 750.00 l'investimento per la realizzazione di interventi per la messa in sicurezza, l’ammodernamento teconologico e la riqualificazionedell'ospedale;
nella delibera del direttore generale, Dott. Giuseppe Legato, n. 1265 del 27/11/20 per l'attivazione della procedura ristretta per l'affidamento di appalto integrato, in base all’accordo di programma del 05.03.2013, si prevedevano in totale 54 letto residenziali e 4 posti semiresidenziali: 
- un potenziamento della RSA (residenza sanitaria assistita) n.20 posti letto; 
- un potenziamento del DAI (centro per la cura dei disturbi alimentari), n. 14 posti residenziali e 4 semiresidenziali;
- l'attivazione di un modulo di riabilitazione estensiva extraospedaliera post-acuzie con 20 posti letto;
Inoltre l'offerta prevedeva: 
- i servizi di accoglienza PUA (punto unico di accesso ai servizi, sportelli Cup e Anagrafe)
- servizi sanitari territoriali in un modello tipo Casa della Salute: ambulatori dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, continuità assistenziale, cure domiciliari, ambulatorio vaccinale, servizio di odontoiatria;
- l'attività ambulatoriale specialistica, con il potenziamento dell’offerta relativa alle patologie neurologiche cronico-degenerative, dell'attività chirurgica ambulatoriale di chirurgia generale, otorinolaringoiatra, ortopedia e acustica, delle prestazioni di diagnostica per immagini, con radiologia  tradizionale, tele radiologia, ecografia, mammografia, T.C. e RM mobile, e delle attività di laboratorio;
- l'attivazione sette giorni su sette del servizio di primo soccorso h24 in doppia turnazione

Nella delibera in giunta comunale n.161 del 01-09-2016 sono indicate molte proposte che vanno ad implementare il progetto iniziale.

CHIEDIAMO CHE IL SINDACO RIFERISCA 

1 -riguardo la presentazione della delibera n.161, se ritiene che esistano riscontri oggettivi per cui la stessa possa essere accolta con alcuni reparti che sicuramente non ci saranno più, malgrado la posizione della Regione rispetto a nuove assunzioni, malgrado il fatto che esista già un progetto sulla base del quale è stato pubblicato un bando?

 2 - se si ritiene superata la delibera del 18.03.2014 sul progetto di riqualificazione approvata in conferenza dei sindaci, in cui nella dotazione del personale a regime si stabiliva una diminuzione dei medici da 21 a 9, di infermieri da 33 a 28, dell’unico medico Biologo e dei 2 tecnici di laboratorio analisi (quindi chiusura del servizio), di 1 coordinatore infermieristico e di un autista ambulanza ? 
3 - se è a conoscenza di un incontro tra i dirigenti sanitari del Trasimeno con la Presidente Regionale Marini, in cui la stessa avrebbe confermato tali livelli occupazionali? 
4 - se è a conoscenza del fatto che, a seguito di quell’incontro, la Direzione Sanitaria del Trasimeno stia effettuando colloqui con gli operatori sanitari in tal senso? 
5 - infine si chiarisca una volta per tutte come sarà strutturata l’emergenza sanitaria in questo territorio. Il primo soccorso di Città della Pieve, senza un laboratorio analisi, senza una radiologia per le emergenze, senza un medico internista in struttura, stante la chiusura del reparto di medicina come può rispondere ai bisogni dei cittadini? 

Abbiamo in questo territorio già vissuta l'esperienza del primo soccorso di Passignano, cerchiamo di non ripeterla. 

Città della Pieve 21/09/16 
Il Capogruppo M5S 
Ilaria Gabrielli


A questa interrogazione il sindaco ha così risposto: (originale completo della delibera n. 64 da scaricare qui  )

- stralcio -

Il capogruppo Gabrielli Ilaria – MoVimento 5 Stelle – dà lettura dell’interrogazione riguardante “Progetto di riconversione ospedaliera” (Prot. n. 13739 del 22.09.2016) che si allega sotto la lettera “A” alla presente delibera quale parte integrante e sostanziale; 

Risponde il Sindaco dando lettura di una nota che di seguito riporta precisando che dà risposta sui vari punti dell’interrogazione: 

1. Con la Regione e con l’Azienda USL c’è un dialogo aperto sui servizi che possono essere svolti e attivati nella struttura sanitaria. Il documento della giunta contiene servizi e funzioni che questa amministrazione ritiene possano essere espletati. Dalla discussione in corso, dagli impegni assunti dalla Regione, dagli atti già deliberati, dalla azienda Usl e dalle disposizioni di legge vigenti verrà definito il quadro completo delle attività che vede confermati i 54 posti letto residenziali e 4 semiresidenziali su cui si basa il progetto di intervento strutturale per il quale è in corso di aggiudicazione l’appalto dei lavori. 

2. La delibera della Conferenza di Zona del 18 marzo 2014 è un atto concordato dalle precedenti Amministrazioni, adottato prima dell’insediamento di questa Amministrazione e disconosciuto dal Comune di Città della Pieve solo dopo le primarie che si sono svolte il 2 Marzo. La dotazione organica della struttura sanitaria di Città della Pieve dopo la riqualificazione sarà definita dopo la riorganizzazione che sarà attuata anche tenuto conto degli accordi che verranno raggiunti. 

3. Non sono a conoscenza di incontri di dirigenti sanitari del Trasimeno con la Presidente Marini che, a quanto mi risulta, tiene contatti diretti in primo luogo con l’assessore delegato, con la direzione regionale e con la direzione generale aziendale. 

4. Non sono a conoscenza di incontri tra operatori sanitari del Trasimeno in cui si comunicano le dotazioni organiche della struttura. 5. La strutturazione del servizio di soccorso è oggetto di discussione per valutare la migliore funzionalità possibile anche alla luce del Patto della Salute 2014-2016, pubblicato nel Luglio 2014, ed al nuovo D.M. 70 del 2 aprile 2015, che fissa gli standard qualitativi, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Regolamento che supera ogni precedente disposizione in materia. 


PIEVESI, GUAI AD AMMALARSI!!!






Ormai, anche i pochi cittadini pievesi che ancora non si fossero informati attraverso i tanti canali disponibili, tra cui il nostro blog (ricordiamo i nostri articoli del 24.02.2017, 07.02.2017, 23.09.2016, 16.04.2015), si saranno resi conto che 

l'Ospedale di Città della Pieve NON ESISTE PIU'

La politica scellerata del partito di Governo, a livello nazionale così come a livello regionale, per finire a quello locale, ha deliberatamente lasciato un territorio intero privo di adeguata assistenza sanitaria. Non serva a questo punto aggiungere altro.

Qui di seguito il link per scaricare la delibera di giunta 161 del 01.09.2017, relativa al progetto di riconversione ospedaliera, per chi ha voglia di approfondire.


venerdì 24 febbraio 2017

PER I PIEVESI ADDIO AL DIRITTO ALLA SALUTE




Chiusura Ospedale: finalmente il PD ci è riuscito!


L’altro giorno abbiamo partecipato ad un’Assemblea sulla “riqualificazione“ dell’ospedale (che più avanti, sinteticamente, scriveremo cosa significa) a dir poco surreale.

Abbiamo visto in sala tutti i responsabili di questa chiusura, dall’attuale Presidente della Banca BCC Umbria, Palmiro Giovagnola, all'ex sindaco Fallarino. Il tavolo dei relatori era corposo, quasi a sostenersi a vicenda ed esprimeva preoccupazione per quello che sarebbe potuto accadere.

Nelle prime file le truppe cammellate, pronte ad applaudire (e velocissime ad alzarsi all’unisono alla fine dell'incontro, parrebbe per scongiurare un eventuale dibattito con i cittadini impreparati sull'argomento, dibattito che infatti non è avvenuto). Vecchie e consolidate modalità di gestione delle assemblee pubbliche da parte di questa fallimentare politica del PD, in questo territorio e non solo.

La Presidente Marini era assente, arriva un'ora più tardi, che faccia parte del copione?

Il Sindaco Scricciolo, con voce stranamente emozionale, ha ribadito che le colpe sono di altri, che la sua è stata una battaglia del possibile, vinta. A nostro parere, si percepiva chiaramente il timore del confronto con i cittadini e gli operatori della sanità presenti, numerosi ed incazzati.

E' toccato al Direttore generale della AUSL 1 Casciari entrare nel merito e con lui lo faremo anche noi.
Abbiamo notato subito che, dalle slide che ripercorrono la cronistoria che ha preceduto la chiusura dell'ospedale, è stata stralciata tutta la parte in cui i suoi predecessori, i precedenti sindaci e la Marini parlavano di Ospedale unico e di non chiusura, il tutto sembra inizi dal 2013…
Un colpo di spugna alle responsabilità politiche e non solo di questa classe dirigente!

Il Direttore ha mostrato i tempi ed i modi della chiusura dell’Ospedale: le slide scorrono veloci, si deduce che è una delibera della AUSL già fatta, che sarà solo pubblicata il giorno dopo, in corretto stile politichese, sembra che il metodo renziano che ha fallito in questi anni nelle periferie del potere continui ad essere usato!

Ma adesso veniamo ai contenuti, chiari e quanto più semplici per i cittadini che non sono stati messi in grado di capire.
- L’Ospedale chiude

- L’attività di ricovero in medicina e neurologia dal 22 febbraio non sarà più possibile. 

- Il Pronto Soccorso chiude.

- Il laboratorio analisi non effettuerà più esami ematici urgenti ma solo tramite prenotazione CUP.

- La Radiologia non effettuerà più esami radiologici urgenti ma solo tramite prenotazione CUP.

Questo è quanto, l’Ospedale di Città della Pieve dal 1° marzo non ci sarà più!
E veniamo ai propositi, a quel che sarà.
Nascerà come la fenice, però dalle ceneri dell’Ospedale, la Casa della Salute.
Che avrà:
- una postazione del 118, con medico, infermiere ed autista H24
- una attivazione sperimentale di un “ Punto di prima assistenza”, ovvero un ambulatorio di Guardia medica con un infermiere H24 e con qualche strumento diagnostico in più, da poter utilizzare se il medico riterrà opportuno farlo, non per le emergenze.
In ogni caso per eventuali ricoveri o qualsiasi altra affezione morbosa, per esempio fratture, dolore toracico, dolori addominali, etc...i cittadini saranno invitati cortesemente ad andare in un’altra struttura.

O con mezzi propri o con l’unica ambulanza in struttura, se in quel momento presente…

Quindi, più che un punto di prima assistenza, si potrebbe dire che sarà un punto di primo smistamento!
Ci sarà poi una RSA, residenza sanitaria assistita, di 20 posti letto;
il centro DAI, per patologie da disturbo alimentazione incontrollata con 18 posti letto; una degenza di riabilitazione con 20 posti letto.

Durante l'incontro, il dott. Orlandi, dirigente dell’Assessorato alla sanità, è intervenuto sul modello sanitario esposto dal DM 70, ha parlato degli standard organizzativi, in cui a breve neanche l’Ospedale di Castiglione del Lago, come altri, rientreranno. Ha promesso una Risonanza magnetica, una pista di atterraggio per volo diurno e notturno dell’elisoccorso: ecco la fase politica degli interventi!

Su quale stregua l’Assessore Barberini e poi la Marini si appropriano di una vittoria per quest’area, la chiusura dell'ospedale?? Di una sanità Umbra che va a gonfie vele dal punto di vista economico? Peccato che in questi ultimi anni i LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, dal 3° posto sono giunti all'8° e continuano a scendere.

Certo se continuano così... auguri Pievesi! E c’e da sperare veramente di rimanere in buona salute!

Movimento 5 Stelle Città della Pieve

L'OSPEDALE PERDUTO

Il 7 febbraio al termine della seduta Consiliare, alla presenza di tutte le componenti del Consiglio Comunale, abbiamo avuto un incontro con una rappresentanza dell’Azienda USL Umbria 1 per la presentazione del progetto di riqualificazione dell’Ospedale di Città della Pieve.
L’ingegnere Pagliaccia ha spiegato che l’intervento è stato finanziato per un importo pari a € 2.600.000,00 e che sono previsti interventi di implementazione degli spogliatoi del personale, di riqualificazione delle aree CUP, Centro DAI, diagnostica, un’area riabilitazione, un’area RSA e la trasformazione dell’attuale laboratorio di analisi in Centro Raccolta Sangue; ancora da definire la possibilità di inserire nel seminterrato la risonanza magnetica.
La funzionaria dell’Usl invece è entrata nel merito dei servizi che resteranno nella struttura di Città della Pieve, partendo dalla spiegazione del Decreto Ministeriale n.70, che è un regolamento che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Quindi ha spiegato che le scelte da fare sono obbligate e senza nessuna ulteriore possibilità di intervento, per le caratteristiche territoriali e di popolazione di questa area.
Quindi ci è stato confermata la chiusura del reparto medicina, del reparto stroke per l’ictus, della chiusura del laboratorio di analisi, della chiusura dell’attuale primo soccorso che diventerà una “postazione medicalizzata h24” e la conferma della postazione di 118.
Ci è stato detto che siamo fortunati ad avere nell’area del Trasimeno, a disposizione per i 60.000 abitanti, 3 postazioni di 118 con ambulanze medicalizzate a Città della Pieve e Castiglione del Lago H24, mentre a Passignano H12. Ci è stato spiegato che siamo fortunati ad avere la postazione medicalizzata H24, vale a dire un medico e un infermiere sempre disponibili in struttura; ci hanno anche spiegato però che il medico e l’infermiere non avranno più a disposizione né il laboratorio di analisi, né il supporto della radiologia, né la possibilità di tenere i pazienti in osservazione, però avranno la possibilità di usufruire di un macchinario per verificare tutti i parametri di base.
Dunque la conclusione è stata che la nostra area ha perso una grande occasione nel non portare avanti il progetto dell’Ospedale unico e che oggi le cose stanno così e il DM 70 rende impossibile ogni ulteriore intervento.
Riteniamo però che le domande da fare siano ancora parecchie e che il 21 febbraio quando la presidente della Regione e l’Assessore alla sanità ci verranno a trovare qui a Città della Pieve siano ancora tante le risposte che ci devono dare , insieme al sindaco Fausto Scricciolo.
Un Sindaco e una giunta che a settembre 2016 hanno approvato una delibera che chiedeva ben altri servizi per i cittadini di quest’area, adducendo motivazioni condivisibili sia in termini di assistenza sanitaria che di adesione alla strategia delle aree interne che ha come presupposto il mantenimento dei servizi in loco per evitare il decremento demografico. Che tipo di risposta ha dato la Regione?
Il DM 70 non può essere lo scudo per le decisioni esclusivamente politiche che sono state prese e fortemente penalizzanti per i cittadini. 
Il DM 70 prevede disposizioni specifiche per “Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” -… per presidi situati in aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi, oppure in ambiente insulare. Nella definizione di tali aree deve essere tenuto conto della presenza o meno di elisoccorso e di elisuperfici dedicate. In tali presidi ospedalieri occorre garantire una attività di pronto soccorso con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto, attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta. Essi sono strutture a basso volume di attività, con funzioni chirurgiche non prettamente di emergenza e con un numero di casi insufficiente per garantire la sicurezza delle prestazioni, il mantenimento delle competenze professionali e gli investimenti richiesti da una sanità moderna. Tali strutture devono essere integrate nella rete ospedaliera di area disagiata.- 
Inoltre tutte queste informazioni che ci sono state date restano ancora parole non supportate da carte. A parte la deliberazione del Direttore Generale Azienda USL Umbria1 n.506 del 10 giugno 2014 (mai approvata dal Comune di Città della Pieve) dove esiste un piano di riconversione scritto e dettagliato in ogni sua parte? A Castiglione del Lago da oltre un anno è stato siglato un Protocollo d’intesa tra Regione, USL Umbria 1 e Comune, qui se ne parla con dei funzionari a margine di un Consiglio Comunale.
Riguardo poi la conclusione e il riferimento al’occasione perduta, non sarebbe da dimenticare che non solo l’Area del Trasimeno era rimasta senza un ospedale unico, ma anche Narni e Amelia, ma mentre gli investimenti della Regione nella nostra area servono sempre e solo a diminuire servizi, l’ospedale Unico di Narni Amelia si farà.

Ilaria Gabrielli 
Portavoce M5s in Consiglio Comunale