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giovedì 7 dicembre 2017

Canone depurazione: richiesta rimborso a Umbra Acque da utenti non serviti da impianto depurazione

il M5S di Città della pieve informa i propri concittadini che hanno diritto a chiedere il rimborso dei costi di depurazione, qualora la propria utenza non usufruisca di tale servizio.

Umbra Acque spesso addebita il costo di questo servizio in bolletta, pur non essendo ottemperato.

Ricordiamo che la Corte costituzionale con sentenza numero 335 del 15/10/2008 ha stabilito che qualora un'utenza non avesse il servizio di depurazione, l’utente ha diritto a chiedere il rimborso degli ultimi 10 anni indebitamente pagati. Tale sentenza è stata riconfermata dal giudice di pace di Perugia con sentenza n. 656/2017 dando ragione ad una ricorrente, alla quale Umbra Acque voleva rimborsare solo gli ultimi 5 anni.


Qui di seguito pubblichiamo un fac-simile della domanda per richiedere detti rimborsi.






sabato 13 febbraio 2016

MOZIONE - ANALISI PERIODICHE SULLE FONTANELLE ACQUA POTABILE




Al Sindaco del Comune di Città della Pieve
Al Presidente del Consiglio Comunale
e p.c. ai Consiglieri Comunali


MOZIONE
analisi periodiche sulle fontanelle per l'erogazione di acqua potabile


Il Capogruppo del M5S di Città della Pieve,

PREMESSO

che il 6/06/2015 in località Moiano, in occasione del varo di una fontanella per l'erogazione di
acqua potabile, il Sindaco Fausto Scricciolo dichiarava che :"...l'acqua distribuita dall'acquedotto
comunale è buona e sicura..."

che il Movimento 5 stelle appoggia e incentiva tutte le forme di trasparenza atte a dare sempre
maggiori e dettagliate informazioni ai cittadini

che sul sito"umbracque.com" vengono pubblicate solo le caratteristiche ed i parametri chimici
dell’acqua erogata dalle fontanelle e non i risultati delle analisi effettuate, la data e la periodicità
delle stesse, seppur non previsto dalle leggi vigenti.

CONSIDERATO

Che il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 modificato il 2 febbraio 2002 con decreto
legislativo numero 27 recante attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque
destinate al consumo umano stabilisce:

all'art.5 - punto c: i valori di parametro fissati [...] devono essere rispettati per le acque
confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono
imbottigliate o introdotte nei contenitori e nelle confezioni in fase di commercializzazione o
comunque di messa a disposizione per il consumo.

all'art.6 - punto d: i controlli interni ed esterni di cui agli articoli 7 e 8 intesi a garantire che le
acque destinate al consumo umano soddisfino, nei punti indicati nell'articolo 5, comma 1, i
requisiti del presente decreto, devono essere effettuati agli impianti di confezionamento di acqua
in bottiglia o in contenitori

all'art.7
- punto 2: i punti di prelievo e la frequenza dei controlli interni possono essere concordati
con l'azienda unità sanitaria locale
- punto 4: i risultati dei controlli devono essere conservati per un periodo di almeno cinque
anni per l'eventuale consultazione da parte dell'amministrazione che effettua i controlli
esterni.

TENUTO CONTO

che la mancanza di informazione e trasparenza, unite a notizie relative ad inchieste in corso in
altre parti d’Italia, dove sono stati evidenziati problemi di manutenzione e qualità delle acque,
potrebbero disincentivare l’utilizzo delle fontanelle

PER QUANTO ESPOSTO CHIEDO AL SINDACO DI IMPEGNARSI A

Rendere più chiari e fruibili, per i cittadini, i risultati delle analisi di controllo effettuati
periodicamente.

Richiederne la pubblicazione sul sito di Umbracque.com, o in alternativa sul sito del Comune,
indicando la data di esecuzione e la periodicità con cui vengono effettuati i controlli di cui sopra,
nonché i valori di parametro previsti dalla normativa.

Richiedere che venga indicato sulle case dell’acqua la periodicità delle analisi e il link del sito dove
sono pubblicate le stesse in dettaglio, specificando anche dove il cittadino può prendere visione
dei documenti e fornire le indicazioni per richiederne copia.


Città della Pieve 15/01/16
Il Capogruppo M5S
Ilaria Gabrielli

giovedì 15 ottobre 2015

ACQUA E RIFIUTI: IL SILENZIO SULLA PELLE DEI CITTADINI

Articolo pubblicato l'08.12.2014 sul giornale del Comune. Sempre in tempi non sospetti. 

E' continuato il silenzio di questa amministrazione sui temi essenziali da noi sollevati a più riprese e che stanno a cuore ai pievesi, salvo poi parlare di "fulmine a ciel sereno" quando l'autorità giudiziaria rende impossibile far finta di niente. Intanto i cittadini pagano e gli scempi sul territorio vengono regolarmente attuati.  



ACQUA E RIFIUTI: IL SILENZIO SULLA PELLE DEI CITTADINI




Il 2014 è agli sgoccioli, e con lui anche la nostra speranza di una svolta nella politica pievese. Abbiamo atteso con pazienza che questo Sindaco e la sua Giunta si insediassero e prendessero confidenza con la macchina comunale. Che le commissioni si formassero ed iniziassero a lavorare. Che il Sindaco avviasse davvero la tanto decantata collaborazione tra maggioranza e minoranze per il bene della nostra città. Che si definissero le basi di una partecipazione reale dei cittadini alla gestione del paese, per inaugurare il cambiamento tanto sbandierato in campagna elettorale. Che, soprattutto, si desse il via ad iniziative per riportare l’azione politica su temi quotidiani e realmente importanti per la vita dei cittadini. Dopo sei mesi constatiamo che le belle parole restano tali e i fatti languono.
Facciamo qualche esempio concreto: acqua e rifiuti. Umbra Acque deve al nostro comune la bella sommetta di circa 110.000 euro. Perché il comune non la riscuote? Si potrebbe spendere per il paese. Perché dunque nei Consigli Comunali sentiamo parlare di fioriere e fantomatiche stazioni dell’alta velocità invece di regolarizzazione dei rapporti economici tra il comune e l’azienda? Intanto Umbra Acque invia bollette sempre più care – con un aumento di quasi il 40% negli ultimi 7 anni.




Rifiuti: nessun intervento sulle “isole ecologiche” che sono ancora lì: luride, inutili, pericolose. I costi non vengono ridotti perché manca una seria raccolta differenziata e lieviteranno anche grazie alle salate multe europee per gli scarsi risultati di tale raccolta. Intanto, a parità di costi, mentre nel centro storico carta e plastica vengono raccolte 1 volta a settimana, nelle frazioni solo due volte al mese. Quanto al reale rispetto del contratto da parte di TSA-GEST, ad ora non abbiamo notizia di alcun controllo fatto dalla maggioranza PD.
Sulla partecipazione: abbiamo approvato il nuovo regolamento che permetterà ai cittadini di contribuire con iniziative personali alla cura dei beni comuni, anche se la “partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica” è ben altro. Consigli di frazione con diritto di voto, bilancio partecipato, referendum propositivi. Al momento però pensiamo che temi come rifiuti e acqua siano molto più urgenti.

MoVimento 5 Stelle Città della Pieve


 www.cittadellapieve5stelle.org – gruppo Fb: Movimento 5 stelle Città della Pieve



giovedì 18 giugno 2015

GESTIONE SERVIZIO IDRICO IN UMBRIA

Sai perchè paghi tanto il servizio idrico? Sai come è gestito e a chi vanno i maggiori vantaggi della gestione di un bene comune come l'acqua? Ascolta questo breve video informativo.

Grazie a Gennaro Spiezio, attivista del M5S di Città della Pieve, per l'approfondimento.


mercoledì 17 dicembre 2014

INTERPELLANZA SUL CREDITO DI CdP NEI CONFRONTI DI UMBRA ACQUE




Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle


Al Sindaco del Comune di  Città della Pieve;
                                Al Presidente del Consiglio Comunale;
                                                    e p.c. ai Consiglieri Comunali;


Oggetto: interpellanza sul credito vantato dal Comune di Città della Pieve nei confronti di Umbra Acque


La sottoscritta Gioia Clavenzani, Consigliere comunale portavoce del MoVimento 5 Stelle

-       considerato il credito che il Comune di Città della Pieve  vanta nei confronti di Umbra Acque, pari ad oltre € 110.000;
-       considerato che i consumi annui complessivi del Comune, comprensivi di quelli delle scuole, sono di circa € 14/15.000 l’anno
-       considerato che tale consumo è usato come parziale compensazione del credito
-       considerato inoltre che Umbra Acque, tramite il VRG – Vincolo di Ricavo Garantito annualmente approvato dall’assemblea dei Sindaci dell’ATI 1 e 2 -  si assicura un ricavo minimo certo che per il 2014 sarà pari a circa € 60.000.000 (sessanta milioni) e, in previsione, per il 2015 pari a circa settanta milioni.

chiede di conoscere:
-       le motivazioni di un accordo così svantaggioso per il Comune, che lascia nelle casse di Umbra Acque denaro dei cittadini pievesi, che potrebbero essere spesi per il loro interesse

chiede inoltre:
-       se, qualora si tratti di accordi presi dalla precedente giunta PD, come mai vista la dichiarata carenza di fondi, la nuova amministrazione non abbia ancora preso provvedimenti al riguardo.

Città della Pieve 08/12/14                     
                                                                     Il Consigliere comunale portavoce del MoVimento 5 Stelle

Gioia Clavenzani

L'ACQUA E' UN BENE COMUNE!


Il 13 novembre scorso la Camera ha approvato il Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014, cancellando un articolo che impediva i distacchi del servizio idrico e garantiva il diritto all’acqua tramite il minimo vitale (50 l al giorno a persona). In questi giorni in moltissime città di Italia, per garantire agli azionisti lauti dividendi a fine anno, i gestori praticano il recupero crediti attraverso migliaia di distacchi idrici. Fonte: Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Lo "sblocca Italia" di Renzi e Delrio va contro il referendum del giugno 2011 che sancì la chiara volontà dei cittadini italiani di rendere nuovamente un bene pubblico l’acqua (ripubblicizzare). Le società pubbliche infatti spendono gli utili per il mantenimento della rete e dei servizi, non per altre operazioni private che fanno guadagnare i soliti noti.
Ma i processi di scorporo da società private per andare verso società totalmente pubbliche vengono di fatto bloccati. Il governo Renzi vuole il gestore unico. Oltre a potersi prendere l'acqua, con lo "Sblocca Italia" le multiutility quotate in borsa potranno prendersi la gestione degli altri servizi pubblici locali, dai rifiuti come spesso già accade, fino al trasporto pubblico. La Legge di Stabilità del governo Renzi sottende un disegno piuttosto chiaro: la gestione dell'acqua affidata ai quattro colossi multiutility (1) attuali - A2A, Iren, Hera e Acea - già collocati in Borsa, con un ruolo degli enti locali sempre più marginale.
COME FINANZIARE LA RIPUBBLICIZZAZIONE ACQUA: PROPOSTA M5S- 
"Per ripubblicizzare totalmente il servizio idrico in Italia - ha spiegato Federica Daga, deputata M5S - ci vorrebbe 1 miliardo di euro. I fondi ci sono: si potrebbero utilizzare i fondi della Cassa Depositi Prestiti, che sono di fatto pubblici, visto che sono i risparmi di tanti cittadini e lo scopo per cui la Cassa fu fondata nel 1860 era di tutelare la collettività. Invece tramite la Cassa Depositi Prestiti il governo Renzi ha finanziato, con 100 milioni di euro, la fusione tra Hera Spa e Acegas Aps: interessi privati. L'acqua pubblica avrebbe un fine sociale e condiviso dalla popolazione visto l'esito del referendum. Con lo "Sfascia Italia" di Renzi e Delrio di fatto sono in arrivo invece altri 500 milioni di euro da Cassa Depositi e Prestiti per operazioni finanziarie delle multiutility quotate in Borsa."

(1) una società multiservizi, in diritto, è una società che si occupa di erogazione di due o più servizi pubblici come la gestione del servizio idrico integrato -captazione, fornitura e depurazione acqua, del ciclo dei rifiuti e altri servizi per l'ambiente, della distribuzione del gas o dell'elettricità, dell'illuminazione pubblica, di telecomunicazioni, di parcheggi e di trasporti urbani o extraurbani.