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giovedì 29 marzo 2018

GRAZIE RONCELLA



Meglio tardi che mai...
E meno male che quel "matto" del sindaco, Fabio Roncella di Montegabbione, ha avuto la forza e la determinazione di lottare contro tutto e tutti per affermare un diritto universale e ricorrere al TAR, contro una decisione politica e sanitaria profondamente sbagliata.
Per fortuna che dei liberi cittadini si sono riuniti, nel Comitato per il Diritto alla Salute - Art. 32, per colmare il vuoto lasciato dall'amministrazione comunale di Città della Pieve a sostegno del ricorso al TAR.
Per fortuna che l'Amministrazione Comunale di Città della Pieve si è ritrovata con una sentenza del TAR, al cui ricorso si era opposta, da appoggiare e sostenere presso il Consiglio di Stato. Altrimenti, grazie alla Asl, alla Regione Umbria e qualche altro compare, ogni speranza di avere almeno il pronto soccorso a Città della Pieve sarebbe ormai persa per sempre.
Certo nessuno metterà in dubbio la coerenza di cui tengono a fregiarsi il PD pievese e la giunta comunale...
Diciamo che adesso siamo tutti sulla stessa barca e remiamo nella stessa direzione; ci auguriamo che non ci siano altri atti di coerenza troppo repentini che possono pregiudicare l'equilibrio dell'imbarcazione.


L'anuncio dato nel corso del Consiglio Comunale dal Sindaco (N.d.R) Pronto Soccorso di Città della Pieve, il Comune al Consiglio di Stato L’Amministrazione…
CORRIEREPIEVESE.IT



TUTTI SI MUOVONO TRANNE IL SINDACO

9.03.2018


La campagna elettorale si è ufficialmente chiusa per tutte le forze politiche il 2 marzo.

Capiamo il travaglio personale e politico che il sindaco Scricciolo sta attraversando ma siamo sempre in attesa di sentire la sua voce e le sue risposte in merito agli interrogativi emersi nell'assemblea del 25 febbraio alla sala Sant'Agostino.


Auspichiamo al più presto un incontro pubblico e non l'ennesimo comunicato, per conoscere la posizione dell'amministrazione e le azioni reali che intende mettere in campo.

Attendiamo inoltre che il Comitato per il Diritto alla Salute - Art. 32 comunichi le prossime iniziative che verranno organizzate per rispondere al ricorso fatto dall'Asl al consiglio di Stato. 


Nel frattempo, ringraziamo i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari che pur non avendo presenziato all'assemblea per fare campagna elettorale, come invece hanno fatto altre forze politiche, continuano la loro azione politica in difesa del nostro diritto alla salute.

COM'E' NATO IL M5S?



Sto pensando, che a volte vale la pena fare un passo indietro per ricordare alcune cose...

Ve lo ricordate come è nato il MoVimento 5 Stelle?

C'erano una volta dei cittadini che si incontravano su un blog che proponeva idee spunti progetti ideati o già adottati in altre parti del mondo. 
Quei cittadini mettevano a disposizione competenze ed esperienze per ragionare su un nuovo impulso per questo paese in merito ad energie rinnovabili, acqua pubblica, ambiente, connettività, viabilità alternativa. 
Quei discorsi piano piano si sono concretizzati in proposte e quei cittadini hanno cercato dei referenti politici che le potessero accogliere. 
Ricordo che Berlusconi non è mai stato considerato un interlocutore credibile, ma cavolo la sinistra si. 
Quei cittadini ingenui si erano convinti che la politica, si era chiusa un po' troppo dentro ai palazzi, dimenticandosi di ascoltare i bisogni e le esigenze dei cittadini, ma che se fosse stata sollecitata e riportata in mezzo alla gente, avrebbe ascoltato e si sarebbe fatta carico di una nuova progettualità per il nostro paese. 
Le proposte scaturite da mesi di lavoro e collaborazione sul blog vennero portate a Prodi, che sornione sornione le ignorò. Poi nel frattempo montava lo scontento per la presa in giro dei finanziamenti ai partiti aboliti e poi tornati, i finanziamenti ai giornali che condizionavano le informazioni e ci rendevano uno dei paesi occidentali con minore libertà di stampa, poi c'era l'indignazione per i condannati presenti in parlamento, il fatto che non fosse stato minimamente affrontato il tema del conflitto di interessi (tutte cose che ad oggi sono sempre uguali). Allora arrivarono i v-day, per manifestare il malcontento, per spingere la politica a fare qualcosa. Ci furono poi le primarie del PD e Beppe Grillo in maniera provocatoria disse che si sarebbe candidato... apriti cielo e spalancati terra, ci fu una levata di scudi incredibile e fu lì che venne pronunciata la prima profezia di Fassino:
"se Grillo si vuole candidare, che formi un partito, si presenti alle elezioni e poi vediamo quanti voti prende"... il resto è storia.

Io ci sono dal 2005, da quei primi confronti sul blog e devo dire che non dovete minimamente temere il movimento, ma partecipate, informatevi, diventate cittadini attivi e contribuite alla rinascita di questo paese.

Ilaria Gabrielli

portavoce Consigliere Comunale M5S Città della Pieve


IL M5S E' ANCHE CONDIVISIONE



28 febbraio




giovedì 7 dicembre 2017

RISPONDIAMO AI CITTADINI




Alcuni cittadini hanno chiesto ultimamente chiarimenti circa la posizione del Movimento 5 Stelle di Città della Pieve sulla questione relativa alla centrale a biomasse, in costruzione in Loc. San Donnino.
Il Movimento 5 Stelle è sempre attento e partecipe alle questioni ambientali, tanto è vero che l’Ambiente è uno dei cinque argomenti fondanti e costitutivi delle famose 5 stelle del nostro logo.
Corre l’obbligo di fare una piccola premessa, necessaria per affrontare non solo questo, ma qualsiasi argomento che riguardi il M5S.
Il Movimento per sua natura non è un partito politico e non ha un apparato burocratico pur avendo, da pochi anni, delle figure istituzionali. Nasce ed è, per sua caratteristica, un contenitore utile a dare voce alle istanze dei cittadini che in prima persona intendono occuparsi della realtà territoriale in cui vivono, che sia locale, nazionale o sovra nazionale; non concepisce il concetto di delega, bensì quello di partecipazione attiva.
Il M5S di Città della Pieve non fa eccezione: è infatti formato da semplici cittadini che si aggregano per provare ad incidere sulle scelte politiche che vengono prese a livello regionale e comunale. Senza la partecipazione attiva dei cittadini non è pensabile una incidenza efficace su dette scelte; ogni aspettativa quindi, in assenza di un gruppo consistente di persone che concretamente dedicano un po’ del loro tempo ed energia alla causa comune, andrà purtroppo delusa.

Questa premessa vuole essere anche un reiterato invito a quei circa 500 cittadini che alle ultime elezioni comunali hanno votato M5S, ma che, non abbiamo visto ai nostri incontri settimanali, né ai gazebo il sabato mattina al mercato, né alle nostre assemblee pubbliche; senza di loro e senza le loro proposte non avrà senso presentare un programma alle prossime elezioni comunali; sono infatti i cittadini che creano il programma esprimendo l’esigenza di cambiamento che hanno dentro, in modo fattivo e all’interno di un contenitore politico, atto per sua natura ad incidere concretamente nelle sedi istituzionali. 

Entrando quindi nel merito: il M5S è contrario alla costruzione della centrale a biomasse; le motivazioni

sono ben specificate nella petizione che è stata lanciata online su avaaz dall’associazione Il Riccio lo scorso 27 ottobre 2017

Abbiamo ritenuto congruo con la nostra esigenza primaria di raggiungere gli obbiettivi - piuttosto che privilegiare siparietti mediatici e di immagine - partecipare, come cittadini prima che da attivisti del Movimento, alle iniziative organizzate insieme al comitato “No centrale a biomasse di Fabro”, all’Associazione Ecologista Il Riccio”, proprio per lavorare sinergicamente e rinforzare un’azione comune.
A questa scelta ci ha indirizzato anche la pregressa esperienza fatta con il Comitato Art. 32 per la salvaguardia del diritto alla salute a Città della Pieve: in un primo tempo, essendoci infatti schierati apertamente e pubblicamente come M5S al fianco del Comitato, ci è stato chiesto di fare un passo indietro in termini di visibilità, per evitare che lo stesso fosse interpretato dai cittadini come un prolungamento del M5S e gli attribuissero una connotazione prettamente politica. Non abbiamo condiviso, ma abbiamo rispettato la scelta, per il bene del fine comune.
Il M5S di Città della Pieve è e resterà una opportunità per ogni cittadino che voglia rimboccarsi le maniche e perseguire il cambiamento, agendo in modo condiviso, trasparente e sinergico con gli altri. Ogni persona che volesse apportare il proprio contributo costruttivo sarà accolta con piacere e disponibilità, poiché le persone rappresentano ricchezze e risorse. Grazie a tutti coloro che ci sono e ci saranno, insieme a noi.


MoVimento 5 stelle Città della Pieve


martedì 31 ottobre 2017

ADESSO BASTA




E’ ciò che vorremmo sentire dai cittadini Pievesi.
La concessione a costruire una centrale a biomasse sul territorio pievese, esattamente a metà strada tra due siti in cui sono stati bloccati i lavori di altrettante centrali presso la Tenuta Le Coste ed a Fabro è l’ennesimo schiaffo al territorio della Pieve.
In quattro anni di attività sul territorio abbiamo portato alla luce una sequela imbarazzante di misfatti a partire dalla gestione dei rifiuti e dell’acqua pubblica fino alla Sanità. E questo solo per ciò che riguarda i macroargomenti.
Abbiamo denunciato situazioni vergognose le quali, fin ora, sembra non interessino nessuno.
Eppure ci riguardano direttamente.
Città della Pieve sta subendo, negli ultimi anni, un tracollo sotto tutti i punti di vista, la qualità della vita si è abbassata sensibilmente soprattutto con la perdita di quei servizi che ne facevano un punto di riferimento per tutto il territorio. La vicenda dell’Ospedale è l’emblema principe di questo degrado e la farsa delle dimissione annunciate da Sindaco e Giunta, sbandierate e poi ritirate stante una labile promessa di ritorno ad un Punto di Primo Soccorso (che non risolverebbe assolutamente i problemi), traccia perfettamente il profilo di chi ci amministra.
Una amministrazione che non comunica nulla anzi, invita coloro che hanno a cuore il proprio destino e quello della propria comunità, addirittura Sindaci nostri vicini, a farsi i fatti loro…
La concessione per la costruzione della centrale a biomasse è stato appunto l’ennesimo sberleffo.
Per poter fermare la costruzione delle due centrali, sono sorti comitati spontanei di cittadini eppure, in tutto questo, la “virtù di una radicata formazione e storia ambientalista personale – questo è ciò che dice di sè il Sindaco di Città della Pieve  - non ha pensato di informare alcuno.
Solamente dopo, sempre, desolatamente e colpevolmente dopo che si è scoperta la cosa, il Sindaco si è deciso a profferir parola, ancora una volta però, a nostro giudizio, sbagliando. Attaccando e minacciando di querela coloro che osano porre critiche. Non entrando nel merito delle questioni, trincerandosi dietro la “legalità rispettata” e MAI ponendosi dalla parte dei cittadini.
Ebbene dopo anni di proposte di collaborazione sempre rifiutate, dopo l’evidenza dello stato di cose noi crediamo che i cittadini tutti, non solo quelli che hanno simpatie politiche differenti dal colore di questa amministrazione, abbiano il diritto di pretendere ciò che è sancito dalla Costituzione (diritto alla salute) ed il dovere di fare in modo che questo diritto vengano rispettato.

Abbiamo partecipato all’incontro organizzato dalla Associazione Ambientalista il Riccio cui hanno partecipato anche membri dei Comitati sopracitati. Stiamo interessando i nostri referenti regionali e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per fornire il nostro supporto a tali Associazioni e poter avere il miglior esito possibile in questa vicenda.


domenica 29 ottobre 2017

LETTERA APERTA SULL'OSPEDALE




Caro Sindaco,


abbiamo letto le comunicazioni sugli ultimi aggiornamenti del Punto di Prima Assistenza.


Vogliamo, con lo spirito costruttivo che contraddistingue la nostra opposizione, proporLe alcune riflessioni che, dopo sette mesi dalla chiusura dell’Ospedale “Beato Giacomo Villa” a cui ci siamo sempre opposti,  ci vengono da fare.

Innanzitutto vorremmo dirLe con sincerità che ci saremmo aspettati un discorso chiaro all’inizio di tutta questa vicenda ovvero: si chiude l’ospedale e si rafforza il servizio di emergenza-urgenza.
Quindi, considerata la necessità di potenziare i sistemi di emergenza-urgenza nelle aeree territoriali adiacenti, la postazione 118 di Città della Pieve  ha bisogno di due uscite con medico, infermiere ed autista, con due ambulanze o una ambulanza ed una auto medica a Città della Pieve.
Lasciamo stare Ppa e Pps, i codici bianchi e verdi li gestiscono meglio il distretto sanitario e le Guardie Mediche.

Veniamo alle criticità di questa ultima proposta.

Si mantiene un ambulatorio denominato Punto di Primo Soccorso, ma quali saranno le prestazioni che potrà erogare? E' possibile informare i cittadini una buona volta su cosa fare e dove conviene andare?

Questo Pps prevede un infermiere dedicato h 24 e un medico dedicato h 12 (dalle 8 alle 20), presi dal personale dell’emergenza 118 che perciò non è a disposizione per una eventuale seconda uscita con ambulanza. 

Perciò di notte l’infermiere al Pps è da solo? A fare cosa? E nel caso chiami la Guardia Medica? E se questa è a fare il suo lavoro nel territorio?
Viene quindi attivata una seconda postazione di 118, solo con infermiere.
Da notare che nell’Alto Orvietano vi è solo una ambulanza con un infermiere di giorno e di notte e solo con volontari che quindi, a maggior ragione, hanno bisogno di un supporto Medico.

Inoltre si propone la presenza di un autista disponibile dalle 8 alle 14 in orario di servizio e dalle 14 alle 20 in reperibilità? 
Quindi contraddice l’affermazione precedente: non c’è una uscita h 12 ma dalle 8 alle 14, ovvero h 6.

Come si può fare un servizio di emergenza-urgenza in reperibilità, se l’autista deve raggiungere il posto di lavoro alla chiamata nel minor tempo possibile?

Si continua affermando che in caso di contemporanea uscita delle due ambulanze,  una con medico e l’altra con infermiere, l’attività del Pps verrà temporaneamente garantita dal medico del Pps. 
Da solo? A fare cosa? Perché non esce anche lui, stante che la seconda uscita è sempre su codici gravi, Giallo o Rosso, dove la presenza del medico è richiesta?

Per ovviare a ciò, si attiverà un'auto con medico che staziona a Castiglione del Lago. Il problema quindi rimane! Questa, per essere efficace, deve stazionare a Città della Pieve. Lei che ne pensa?

Ecco, queste sono poche e sintetiche note a margine delle Sue comunicazioni.

Speriamo che possa al più presto invertire questa tendenza perché, come diceva Andreotti: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. 
Noi temiamo che l’indirizzo prossimo sarà quello di lasciare una sola ambulanza 118 e coprire tutto il Trasimeno e l’Alto Orvietano con una auto medica.

Saluti


M5S Città della Pieve









giovedì 22 giugno 2017

IL TAR AMMETTE IL RICORSO




Al netto di tutte le chiacchiere, dei numeri e delle statistiche, quello che tutti possono osservare oggettivamente, è che non è garantito il diritto alla salute dei cittadini dell’area dell’alto orvietano, così come previsto dall’art. 32 della Costituzione Italiana e rafforzato da una sentenza della Corte Costituzionale, che cita: “Non v’è dubbio che, se [le] esigenze [di natura finanziaria], nel bilanciamento dei valori costituzionali operato dal legislatore, avessero un peso assolutamente preponderante, tale da comprimere il nucleo essenziale del diritto alla salute connesso all’inviolabile dignità della persona umana, ci si troverebbe di fronte a un esercizio macroscopicamente irragionevole della discrezionalità legislativa”.


Il sindaco Scricciolo, per giustificare l’attuale situazione, afferma che sono state indette più assemblee durante le quali i cittadini non hanno espresso le loro remore. Vero è che le presentazioni fatte dai relatori erano estremamente accattivanti e prefiguravano un futuro della sanità pievese assolutamente rassicurante e desiderabile. 
Forse il politichese andrebbe spiegato a scuola, così che la gente possa comprendere quello che effettivamente viene loro illustrato: un bellissimo e splendente specchietto per le allodole. Perché quindi le persone si sono “svegliate” solo ora? Perché hanno toccato con mano quello che il politichese ha nascosto fra le righe!

I tanto sbandierati consensi del 55% al PD di Città della Pieve per lo più sono stati dovuti alla buona fede dei cittadini pievesi, che credevano di votare un uomo di rottura rispetto al vecchio sistema, qualcuno che in campagna elettorale ha affermato fortemente di avere il coraggio di “battere i pugni sul tavolo” in Regione e di “cambiare il partito dall’interno”. E’ sotto gli occhi di tutti chi e cosa è cambiato.

C’è un sindaco che invece sta concretamente mostrando di avere il coraggio di andare contro il sistema: in quanto Primo Cittadino, ha il dovere di difendere il diritto alla salute dei cittadini.
Citiamo un comunicato del sindaco di Montegabbione, che condividiamo appieno, che illustra le motivazioni del ricorso presentato al TAR contro la chiusura dell’Ospedale di Città della Pieve e contro le scelte di USL e Regione Umbria: “Il neonato, inconsistente, "Punto di Prima Assistenza" (PPA) non può in alcun modo sostituirsi al preesistente Pronto Soccorso, in quanto abilitato al trattamento delle sole casistiche di minore (o nessuna) gravità. Un ampio territorio, storicamente "di confine", a cavallo tra due regioni e tre province, per il quale non a caso si è parlato per anni di un nuovo ospedale unico, vede tale progetto definitivamente abbandonato, e contestualmente si ritrova chiusa la struttura ospedaliera che aveva. Gli interessi coinvolti, ovvero il diritto alla vita ed alla salute, sono inviolabili e irrinunciabili; esigenze di tipo burocratico-organizzativo non potranno mai essere anteposte alla tutela di un diritto di rango primario costituzionalmente garantito.”

Lo scorso 20 giugno il TAR ha ritenuto ammissibile il ricorso che verrà discusso nel merito a Gennaio 2018 contro l’Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria n.1, nonché contro la Regione Umbria in quanto contro interessata per l’annullamento della Delibera del Direttore Generale n.227 del 22/02/2017.

I consiglieri comunali di opposizione, congiuntamente, hanno presentato una mozione che verrà discussa nel Consiglio del prossimo 24 giugno in cui viene chiesto all’Amministrazione comunale di collaborare con i comuni limitrofi e sostenere tale azione. Sostenere il ricorso sarebbe, oltre che un atto dovuto come primo cittadino - e in quanto tale garante della salute dei suoi concittadini - persino coerente con il programma elettorale del sindaco Scricciolo, dal quale si legge: “E' necessario che venga garantita un'attività di pronto soccorso…”. Sarebbe infine coerente con l’obiettivo della mozione RIORGANIZZAZIONE DELL’OSPEDALE BEATO GIACOMO VILLA, presentata dalle opposizioni nel consiglio comunale del 29/04 u.s. e approvata dallo stesso Sindaco Scricciolo! 

Intanto i cittadini che hanno a cuore la propria salute si stanno organizzando…

lunedì 24 aprile 2017

LA SALUTE DEI CITTADINI PIEVESI DIFESA DA MONTEGABBIONE




Venerdì 21 aprile a Montegabbione si è tenuta un’assemblea pubblica per parlare della chiusura dell’ospedale di Città della Pieve e dei problemi che questa iniziativa può portare ai cittadini del territorio, non solo Pievese ma anche dell’Alto Orvietano, da sempre parte del bacino di utenza della nostra struttura sanitaria.
All’incontro organizzato dal sindaco di Montegabbione erano presenti Attilio Solinas Presidente della Terza Commissione Consiliare in Regione che si occupa anche di tutela della salute, rappresentanti del Cisadep (coordinamento italiano sanità aree disagiate e periferiche), il consigliere regionale Valerio Mancini e l’avvocato Stefano Mingarelli. 
L'invito era stato esteso anche a tutti i sindaci dell’Area che pur manifestando adesione e solidarietà all’iniziativa non erano presenti causa altri impegni (… stiamo parlando di sanità e salute, possono esistere altre proprità? Sembrerebbe di si).

Dall’incontro sono emerse superficialità e carenze nella gestione di questa pseudo riqualificazione: il primo di marzo i cittadini hanno appreso che il pronto soccorso non esisteva più, che veniva sperimentato un Punto di Prima assistenza (PPA) le cui prestazioni ancora erano tutte da definire.

Ora, dopo molte richieste avanzate anche personalmente dal Sindaco Roncella sappiamo quali sono le prestazioni del PPA: le stesse che un qualsiasi medico di medicina generale potrebbe risolvere. In più, gli utenti che non possono essere trattati nel PPA e che quindi devono rivolgersi altrove, non hanno accesso prioritario pronto soccorso e le prestazioni richiedono il pagameto del tiket; perché un cittadino dovrebbe usufruirne? A questo si aggiunge un Ospedale Silvestrini saturo che non riesce a sopperire ai numerosi accessi perché non ci sono più filtri sul territorio.

Il Sindaco nel corso dell’incontro ha comunicato che l’amministrazione di Montegabbione si rivolgerà al TAR per impugnare la delibera dell’USL Umbria n.227 del 22/02/2017, perché tale delibera priva il nostro territorio di un presidio Ospedaliero fondamentale e perché tale documento non tiene conto del fatto che il territorio da Città della Pieve ad Orvieto fa parte del progetto pilota delle aree interne che ha come scopo il potenziamento di tre servizi fondamentali sanità, mobilità e istruzione per ridurre il progressivo calo demografico; lo stesso DM70 che dovrebbe essere il documento alla base della delibera stessa, al punto 9.2.2 indica come devono essere i presidi ospedalieri nelle zone particolarmente disagiate, ossia situate in ambiente montano o pre-montano, con collegamenti di rete viaria complessi.

Chiediamo all’Amministrazione Comunale di Città della Pieve e in particolare al Sindaco Scricciolo, che spesso ricorda le sue battaglie passate per l’Ospedale, di continuare a darsi da fare adesso appoggiando ricorso al TAR del sindaco di Montegabbione e di adoperarsi per sollecitare gli altri amministratori a fare altrettanto; 
alla vicinanza e alla solidarietà devono seguire atti concreti! 

Ricordiamo che a luglio il nostro Sindaco, riguardo la riqualificazione, garantiva la “piena funzionalità del pronto soccorso” ad ora questo non c'è e il ricorso al TAR per impugnare la delibera è un passo obbligato.

Questo Sindaco che prometteva di battere i pugni sul tavolo in Regione, o non lo ha fatto oppure se lo ha fatto non è stato ascoltato. L’uomo solo al comando ha fallito, facciamo rete chiediamo il sostegno di tutti, amministrazioni, associazioni, cittadini e alla dirigenza Usl e alla Regione dimostriamo che ci siamo e che pretendiamo che venga tutelato il nostro diritto alla salute.

venerdì 24 febbraio 2017

PER I PIEVESI ADDIO AL DIRITTO ALLA SALUTE




Chiusura Ospedale: finalmente il PD ci è riuscito!


L’altro giorno abbiamo partecipato ad un’Assemblea sulla “riqualificazione“ dell’ospedale (che più avanti, sinteticamente, scriveremo cosa significa) a dir poco surreale.

Abbiamo visto in sala tutti i responsabili di questa chiusura, dall’attuale Presidente della Banca BCC Umbria, Palmiro Giovagnola, all'ex sindaco Fallarino. Il tavolo dei relatori era corposo, quasi a sostenersi a vicenda ed esprimeva preoccupazione per quello che sarebbe potuto accadere.

Nelle prime file le truppe cammellate, pronte ad applaudire (e velocissime ad alzarsi all’unisono alla fine dell'incontro, parrebbe per scongiurare un eventuale dibattito con i cittadini impreparati sull'argomento, dibattito che infatti non è avvenuto). Vecchie e consolidate modalità di gestione delle assemblee pubbliche da parte di questa fallimentare politica del PD, in questo territorio e non solo.

La Presidente Marini era assente, arriva un'ora più tardi, che faccia parte del copione?

Il Sindaco Scricciolo, con voce stranamente emozionale, ha ribadito che le colpe sono di altri, che la sua è stata una battaglia del possibile, vinta. A nostro parere, si percepiva chiaramente il timore del confronto con i cittadini e gli operatori della sanità presenti, numerosi ed incazzati.

E' toccato al Direttore generale della AUSL 1 Casciari entrare nel merito e con lui lo faremo anche noi.
Abbiamo notato subito che, dalle slide che ripercorrono la cronistoria che ha preceduto la chiusura dell'ospedale, è stata stralciata tutta la parte in cui i suoi predecessori, i precedenti sindaci e la Marini parlavano di Ospedale unico e di non chiusura, il tutto sembra inizi dal 2013…
Un colpo di spugna alle responsabilità politiche e non solo di questa classe dirigente!

Il Direttore ha mostrato i tempi ed i modi della chiusura dell’Ospedale: le slide scorrono veloci, si deduce che è una delibera della AUSL già fatta, che sarà solo pubblicata il giorno dopo, in corretto stile politichese, sembra che il metodo renziano che ha fallito in questi anni nelle periferie del potere continui ad essere usato!

Ma adesso veniamo ai contenuti, chiari e quanto più semplici per i cittadini che non sono stati messi in grado di capire.
- L’Ospedale chiude

- L’attività di ricovero in medicina e neurologia dal 22 febbraio non sarà più possibile. 

- Il Pronto Soccorso chiude.

- Il laboratorio analisi non effettuerà più esami ematici urgenti ma solo tramite prenotazione CUP.

- La Radiologia non effettuerà più esami radiologici urgenti ma solo tramite prenotazione CUP.

Questo è quanto, l’Ospedale di Città della Pieve dal 1° marzo non ci sarà più!
E veniamo ai propositi, a quel che sarà.
Nascerà come la fenice, però dalle ceneri dell’Ospedale, la Casa della Salute.
Che avrà:
- una postazione del 118, con medico, infermiere ed autista H24
- una attivazione sperimentale di un “ Punto di prima assistenza”, ovvero un ambulatorio di Guardia medica con un infermiere H24 e con qualche strumento diagnostico in più, da poter utilizzare se il medico riterrà opportuno farlo, non per le emergenze.
In ogni caso per eventuali ricoveri o qualsiasi altra affezione morbosa, per esempio fratture, dolore toracico, dolori addominali, etc...i cittadini saranno invitati cortesemente ad andare in un’altra struttura.

O con mezzi propri o con l’unica ambulanza in struttura, se in quel momento presente…

Quindi, più che un punto di prima assistenza, si potrebbe dire che sarà un punto di primo smistamento!
Ci sarà poi una RSA, residenza sanitaria assistita, di 20 posti letto;
il centro DAI, per patologie da disturbo alimentazione incontrollata con 18 posti letto; una degenza di riabilitazione con 20 posti letto.

Durante l'incontro, il dott. Orlandi, dirigente dell’Assessorato alla sanità, è intervenuto sul modello sanitario esposto dal DM 70, ha parlato degli standard organizzativi, in cui a breve neanche l’Ospedale di Castiglione del Lago, come altri, rientreranno. Ha promesso una Risonanza magnetica, una pista di atterraggio per volo diurno e notturno dell’elisoccorso: ecco la fase politica degli interventi!

Su quale stregua l’Assessore Barberini e poi la Marini si appropriano di una vittoria per quest’area, la chiusura dell'ospedale?? Di una sanità Umbra che va a gonfie vele dal punto di vista economico? Peccato che in questi ultimi anni i LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, dal 3° posto sono giunti all'8° e continuano a scendere.

Certo se continuano così... auguri Pievesi! E c’e da sperare veramente di rimanere in buona salute!

Movimento 5 Stelle Città della Pieve

L'OSPEDALE PERDUTO

Il 7 febbraio al termine della seduta Consiliare, alla presenza di tutte le componenti del Consiglio Comunale, abbiamo avuto un incontro con una rappresentanza dell’Azienda USL Umbria 1 per la presentazione del progetto di riqualificazione dell’Ospedale di Città della Pieve.
L’ingegnere Pagliaccia ha spiegato che l’intervento è stato finanziato per un importo pari a € 2.600.000,00 e che sono previsti interventi di implementazione degli spogliatoi del personale, di riqualificazione delle aree CUP, Centro DAI, diagnostica, un’area riabilitazione, un’area RSA e la trasformazione dell’attuale laboratorio di analisi in Centro Raccolta Sangue; ancora da definire la possibilità di inserire nel seminterrato la risonanza magnetica.
La funzionaria dell’Usl invece è entrata nel merito dei servizi che resteranno nella struttura di Città della Pieve, partendo dalla spiegazione del Decreto Ministeriale n.70, che è un regolamento che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Quindi ha spiegato che le scelte da fare sono obbligate e senza nessuna ulteriore possibilità di intervento, per le caratteristiche territoriali e di popolazione di questa area.
Quindi ci è stato confermata la chiusura del reparto medicina, del reparto stroke per l’ictus, della chiusura del laboratorio di analisi, della chiusura dell’attuale primo soccorso che diventerà una “postazione medicalizzata h24” e la conferma della postazione di 118.
Ci è stato detto che siamo fortunati ad avere nell’area del Trasimeno, a disposizione per i 60.000 abitanti, 3 postazioni di 118 con ambulanze medicalizzate a Città della Pieve e Castiglione del Lago H24, mentre a Passignano H12. Ci è stato spiegato che siamo fortunati ad avere la postazione medicalizzata H24, vale a dire un medico e un infermiere sempre disponibili in struttura; ci hanno anche spiegato però che il medico e l’infermiere non avranno più a disposizione né il laboratorio di analisi, né il supporto della radiologia, né la possibilità di tenere i pazienti in osservazione, però avranno la possibilità di usufruire di un macchinario per verificare tutti i parametri di base.
Dunque la conclusione è stata che la nostra area ha perso una grande occasione nel non portare avanti il progetto dell’Ospedale unico e che oggi le cose stanno così e il DM 70 rende impossibile ogni ulteriore intervento.
Riteniamo però che le domande da fare siano ancora parecchie e che il 21 febbraio quando la presidente della Regione e l’Assessore alla sanità ci verranno a trovare qui a Città della Pieve siano ancora tante le risposte che ci devono dare , insieme al sindaco Fausto Scricciolo.
Un Sindaco e una giunta che a settembre 2016 hanno approvato una delibera che chiedeva ben altri servizi per i cittadini di quest’area, adducendo motivazioni condivisibili sia in termini di assistenza sanitaria che di adesione alla strategia delle aree interne che ha come presupposto il mantenimento dei servizi in loco per evitare il decremento demografico. Che tipo di risposta ha dato la Regione?
Il DM 70 non può essere lo scudo per le decisioni esclusivamente politiche che sono state prese e fortemente penalizzanti per i cittadini. 
Il DM 70 prevede disposizioni specifiche per “Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” -… per presidi situati in aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi, oppure in ambiente insulare. Nella definizione di tali aree deve essere tenuto conto della presenza o meno di elisoccorso e di elisuperfici dedicate. In tali presidi ospedalieri occorre garantire una attività di pronto soccorso con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto, attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta. Essi sono strutture a basso volume di attività, con funzioni chirurgiche non prettamente di emergenza e con un numero di casi insufficiente per garantire la sicurezza delle prestazioni, il mantenimento delle competenze professionali e gli investimenti richiesti da una sanità moderna. Tali strutture devono essere integrate nella rete ospedaliera di area disagiata.- 
Inoltre tutte queste informazioni che ci sono state date restano ancora parole non supportate da carte. A parte la deliberazione del Direttore Generale Azienda USL Umbria1 n.506 del 10 giugno 2014 (mai approvata dal Comune di Città della Pieve) dove esiste un piano di riconversione scritto e dettagliato in ogni sua parte? A Castiglione del Lago da oltre un anno è stato siglato un Protocollo d’intesa tra Regione, USL Umbria 1 e Comune, qui se ne parla con dei funzionari a margine di un Consiglio Comunale.
Riguardo poi la conclusione e il riferimento al’occasione perduta, non sarebbe da dimenticare che non solo l’Area del Trasimeno era rimasta senza un ospedale unico, ma anche Narni e Amelia, ma mentre gli investimenti della Regione nella nostra area servono sempre e solo a diminuire servizi, l’ospedale Unico di Narni Amelia si farà.

Ilaria Gabrielli 
Portavoce M5s in Consiglio Comunale