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giovedì 29 marzo 2018

COM'E' NATO IL M5S?



Sto pensando, che a volte vale la pena fare un passo indietro per ricordare alcune cose...

Ve lo ricordate come è nato il MoVimento 5 Stelle?

C'erano una volta dei cittadini che si incontravano su un blog che proponeva idee spunti progetti ideati o già adottati in altre parti del mondo. 
Quei cittadini mettevano a disposizione competenze ed esperienze per ragionare su un nuovo impulso per questo paese in merito ad energie rinnovabili, acqua pubblica, ambiente, connettività, viabilità alternativa. 
Quei discorsi piano piano si sono concretizzati in proposte e quei cittadini hanno cercato dei referenti politici che le potessero accogliere. 
Ricordo che Berlusconi non è mai stato considerato un interlocutore credibile, ma cavolo la sinistra si. 
Quei cittadini ingenui si erano convinti che la politica, si era chiusa un po' troppo dentro ai palazzi, dimenticandosi di ascoltare i bisogni e le esigenze dei cittadini, ma che se fosse stata sollecitata e riportata in mezzo alla gente, avrebbe ascoltato e si sarebbe fatta carico di una nuova progettualità per il nostro paese. 
Le proposte scaturite da mesi di lavoro e collaborazione sul blog vennero portate a Prodi, che sornione sornione le ignorò. Poi nel frattempo montava lo scontento per la presa in giro dei finanziamenti ai partiti aboliti e poi tornati, i finanziamenti ai giornali che condizionavano le informazioni e ci rendevano uno dei paesi occidentali con minore libertà di stampa, poi c'era l'indignazione per i condannati presenti in parlamento, il fatto che non fosse stato minimamente affrontato il tema del conflitto di interessi (tutte cose che ad oggi sono sempre uguali). Allora arrivarono i v-day, per manifestare il malcontento, per spingere la politica a fare qualcosa. Ci furono poi le primarie del PD e Beppe Grillo in maniera provocatoria disse che si sarebbe candidato... apriti cielo e spalancati terra, ci fu una levata di scudi incredibile e fu lì che venne pronunciata la prima profezia di Fassino:
"se Grillo si vuole candidare, che formi un partito, si presenti alle elezioni e poi vediamo quanti voti prende"... il resto è storia.

Io ci sono dal 2005, da quei primi confronti sul blog e devo dire che non dovete minimamente temere il movimento, ma partecipate, informatevi, diventate cittadini attivi e contribuite alla rinascita di questo paese.

Ilaria Gabrielli

portavoce Consigliere Comunale M5S Città della Pieve


IL M5S E' ANCHE CONDIVISIONE



28 febbraio




giovedì 7 dicembre 2017

RISPONDIAMO AI CITTADINI




Alcuni cittadini hanno chiesto ultimamente chiarimenti circa la posizione del Movimento 5 Stelle di Città della Pieve sulla questione relativa alla centrale a biomasse, in costruzione in Loc. San Donnino.
Il Movimento 5 Stelle è sempre attento e partecipe alle questioni ambientali, tanto è vero che l’Ambiente è uno dei cinque argomenti fondanti e costitutivi delle famose 5 stelle del nostro logo.
Corre l’obbligo di fare una piccola premessa, necessaria per affrontare non solo questo, ma qualsiasi argomento che riguardi il M5S.
Il Movimento per sua natura non è un partito politico e non ha un apparato burocratico pur avendo, da pochi anni, delle figure istituzionali. Nasce ed è, per sua caratteristica, un contenitore utile a dare voce alle istanze dei cittadini che in prima persona intendono occuparsi della realtà territoriale in cui vivono, che sia locale, nazionale o sovra nazionale; non concepisce il concetto di delega, bensì quello di partecipazione attiva.
Il M5S di Città della Pieve non fa eccezione: è infatti formato da semplici cittadini che si aggregano per provare ad incidere sulle scelte politiche che vengono prese a livello regionale e comunale. Senza la partecipazione attiva dei cittadini non è pensabile una incidenza efficace su dette scelte; ogni aspettativa quindi, in assenza di un gruppo consistente di persone che concretamente dedicano un po’ del loro tempo ed energia alla causa comune, andrà purtroppo delusa.

Questa premessa vuole essere anche un reiterato invito a quei circa 500 cittadini che alle ultime elezioni comunali hanno votato M5S, ma che, non abbiamo visto ai nostri incontri settimanali, né ai gazebo il sabato mattina al mercato, né alle nostre assemblee pubbliche; senza di loro e senza le loro proposte non avrà senso presentare un programma alle prossime elezioni comunali; sono infatti i cittadini che creano il programma esprimendo l’esigenza di cambiamento che hanno dentro, in modo fattivo e all’interno di un contenitore politico, atto per sua natura ad incidere concretamente nelle sedi istituzionali. 

Entrando quindi nel merito: il M5S è contrario alla costruzione della centrale a biomasse; le motivazioni

sono ben specificate nella petizione che è stata lanciata online su avaaz dall’associazione Il Riccio lo scorso 27 ottobre 2017

Abbiamo ritenuto congruo con la nostra esigenza primaria di raggiungere gli obbiettivi - piuttosto che privilegiare siparietti mediatici e di immagine - partecipare, come cittadini prima che da attivisti del Movimento, alle iniziative organizzate insieme al comitato “No centrale a biomasse di Fabro”, all’Associazione Ecologista Il Riccio”, proprio per lavorare sinergicamente e rinforzare un’azione comune.
A questa scelta ci ha indirizzato anche la pregressa esperienza fatta con il Comitato Art. 32 per la salvaguardia del diritto alla salute a Città della Pieve: in un primo tempo, essendoci infatti schierati apertamente e pubblicamente come M5S al fianco del Comitato, ci è stato chiesto di fare un passo indietro in termini di visibilità, per evitare che lo stesso fosse interpretato dai cittadini come un prolungamento del M5S e gli attribuissero una connotazione prettamente politica. Non abbiamo condiviso, ma abbiamo rispettato la scelta, per il bene del fine comune.
Il M5S di Città della Pieve è e resterà una opportunità per ogni cittadino che voglia rimboccarsi le maniche e perseguire il cambiamento, agendo in modo condiviso, trasparente e sinergico con gli altri. Ogni persona che volesse apportare il proprio contributo costruttivo sarà accolta con piacere e disponibilità, poiché le persone rappresentano ricchezze e risorse. Grazie a tutti coloro che ci sono e ci saranno, insieme a noi.


MoVimento 5 stelle Città della Pieve


mercoledì 20 gennaio 2016

CUCINELLI: UN DISCORSO A 5 STELLE



Perché assumersi l’impegno di una carica politica? 
Una logica che tenga conto dell’etica detterebbe una sola risposta: per provare a portare in essere nuovi progetti atti al miglioramento del bene comune. 
Sarebbe quindi interessante chiedersi quale progettualità, quale visione nuova, trasformante, migliorativa, abbiano in mente i sindaci del Trasimeno e la pluri pensionata presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini. 

Ahimè, la sensazione che si ha è quella del vuoto pneumatico. Basta osservare l’acquiescenza con cui i citati personaggi hanno accolto gli argomenti di Brunello Cucinelli (il 9 gennaio in un incontro richiesto da quest’ultimo con gli amministratori e consiglieri dell’area del Trasimeno) relativi a questioni quali la partecipazione dei cittadini, la riqualificazione del territorio, la salvaguardia della bellezza dei borghi umbri… salvo poi smentire nei fatti e nelle scelte politiche queste sbandierate illuminanti tesi. 

Naturalmente siamo lieti quando chiunque - e quindi senz’altro l’imprenditore Cucinelli - abbraccia i temi cari al MoVimento 5 Stelle e da sempre il perno della nostra battaglia politica; crediamo infatti che un cambiamento sarebbe possibile, con la volontà di tutti, l’onestà e il desiderio di migliorare e proteggere la bellezza dei nostri territori. 

Quello che ci preme veramente però è che, quando è un amministratore a parlare di avere a cuore il proprio patrimonio naturale e territoriale, quello stesso amministratore non abbia accettato pedissequamente, per esempio, accordi per lo smaltimento rifiuti con aziende in odore di mafia, non abbia aderito passivamente a progetti che ingoiano verde pubblico o smaltiscono con cinismo presidi ospedalieri senza alcun interesse per la salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini; ci interessa che, quando si parla di partecipazione dei cittadini, lo si faccia sul serio e non solo per farsi pubblicità: partecipazione vuol dire offrire ai cittadini la possibilità di esprimere una opinione prima di prendere le decisioni, non dopo. Altrimenti è solo il solito fumo stantio.

martedì 22 ottobre 2013

QUESTA E' DIGNITA'




"Il M5S e' l'unico gruppo parlamentare della storia della Repubblica dove TUTTI i deputati e i senatori parlano in aula. Tutti! Altro che comandati dall'alto. Pensate a quanto stiamo crescendo come gruppo, siamo entrati 7 mesi fa, siamo cittadini come tutti quanti. 7 mesi fa. Oggi Paola Carinelli, una mia collega straordinaria, una deputata che lavora a testa bassa giorno e notte si e' presa delle belle soddisfazioni con il Presidente Letta. Questa e' opposizione. Grazie Paola." Alessandro di Battista



PROCESSO PARTECIPATIVO: NON SOLO PAROLE





Ci siamo, siamo ormai alla fine di ottobre e l’Amministrazione comunale si appresta a presentare il bilancio preventivo 2013. 
Ma facciamo un passo indietro, verso la metà di giugno abbiamo aderito all’iniziativa svoltasi alla presenza del sindaco per parlare di bilancio partecipato. In quell’occasione più di un presente fece notare che la data era così prossima alla scadenza fissata per la presentazione del bilancio preventivo (30 giugno) che non vedevano come poter “partecipare” alla stesura. In quell’occasione venne spiegato ai presenti che a causa di non ancora ben definite leggi dello Stato sicuramente ci sarebbero state numerose proroghe alla presentazione del documento preventivo e che nel frattempo a quel primo incontro ne sarebbero seguiti altri per permettere ai cittadini di esprimere la loro opinione riguardo le voci di spesa. Tali parole si sono rivelate premonitrici circa i tempi prolungati, ma nel frattempo non ci risultano esserci stati altri incontri “partecipati” su questo tema.
Ad ogni assemblea pubblica proposta dall’attuale Amministrazione spesso si è affiancata la parola “partecipata” ma dobbiamo renderci conto che questa parola non è un termine tornato di moda da appiccicare un po’ dove capita, la partecipazione è una cosa seria. Nelle realtà in cui è stata veramente applicata sono stati attivati processi strutturali, non certo estemporanei; tutte le fasi di lavoro, gli attori, i tempi, le modalità per il raggiungimento dei risultati attesi erano ben organizzate e guidavano la cittadinanza e i soggetti interessati nel portare un contributo attivo al raggiungimento degli obiettivi.
Un modo serio di affrontare il processo partecipativo è quello di individuare delle figure di riferimento all’interno dello stesso che ricoprano ruoli ben specifici, un ruolo politico di garante, un ruolo tecnico di coordinamento, un ruolo di facilitazione neutrale rispetto agli interessi in atto e il ruolo dei portatori di interesse e di punti di vista rilevanti sulla questione da affrontare.
Niente di tutto questo è stato portato avanti da questa Amministrazione e niente al momento risulta essere stato fatto per gettare le basi di una seria partecipazione in futuro. Il bilancio “partecipato” è morto sul nascere, la volontà di aprire un tavolo sulla scuola e di intraprendere un processo decisionale inclusivo con tutti i soggetti coinvolti è rimasta una promessa non mantenuta e anche il laboratorio di progettazione partecipata avviato sul programma di sviluppo urbano poco aveva a che fare con il reale coinvolgimento della cittadinanza. Molto probabilmente la maggior parte dei cittadini se interrogati su questi argomenti non hanno la minima idea di cosa si stia parlando e questa di per sé è una grande sconfitta per chi vorrebbe governare per altri cinque anni questo territorio.


M5S Città della Pieve 


sabato 19 ottobre 2013

LA RIVOLUZIONE IRRINUNCIABILE




Le epoche, si sa, sono caratterizzate da eventi e condizioni umane che ne evidenziano le differenze, a volte anche molto marcate e spesso in contrapposizione alle precedenti. Quella che stiamo vivendo pare contrassegnata, almeno nel momento attuale, da un empito rivoluzionario, trasversale e generalizzato su gran parte del pianeta. Dalle rivoluzioni colorate di inizio millennio negli stati post-sovietici, ai più recenti moti nord-africani, e senza disconoscere la grave situazione siriana, il desiderio di cambiamento sta attraversando anche il mondo occidentale in modo più o meno confliggente col potere politico o economico: il popolo di Seattle ha inaugurato la lotta no-global contro la logica delle multinazionali, ripresa anche da Occupy Wall Street, esempio di movimento dal basso che in modo pacifico tenta di scardinare le logiche finanziarie correnti attraverso l’aggregazione in luoghi simbolo come la borsa di New York; indimenticabile la Puerta del Sol gremita delle variopinte tende improvvisate degli indignados spagnoli, con i loro orti urbani e la musica dei tamburi, mentre è d’obbligo portare attenzione a Francoforte, dove recentemente giovani di vari paesi europei si sono riuniti per dar vita ad una contestazione non violenta nei pressi della sede tedesca della BCE e contestualmente hanno costituito un vero e proprio laboratorio politico per ridefinire i parametri dell’Europa dal basso, in sostituzione dell’Europa tecnocratica basata sulla logica dei capitali. Ed eccoci in Italia. Una meravigliosa, pacifica rivoluzione sta attraversando il paese; senza clamore, disordini e demagogiche intemperanze, si affaccia nel panorama politico del nostro disgregato parlamento e, riconosciuta o meno, pone in agenda temi inusitati e quanto mai scomodi per le logiche di apparato, come l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. La sua forza è data dalla visione, nuova come un vento di primavera, che superati i vecchi criteri di contrapposizione ideologica è il tempo di creare un sistema innovativo e semplice, basato sulla qualità e dignità dell’essere umano e della vita su questo pianeta. Il Movimento 5 Stelle, come un’onda in piena, ha intercettato con un tempismo perfetto il bisogno di appropriazione di quel cambiamento che in fieri alberga nel cuore di tanti da troppi lunghi anni. Oggi, inarrestabile, la trasformazione si fa strada per essere protagonista delle prossime vicende della storia. Come ogni processo innovativo, ci saranno e ci sono errori, disfunzioni, momenti di arresto e altri di progressione dinamica; inevitabile la resistenza anche violenta - se non nella forma, senz’altro nella sostanza - che il sistema costituito mette in atto per deformare i processi di informazione e manipolare le scelte politiche degli italiani. La sensazione diffusa che le logiche sin qui operate dall’apparato di potere si stiano sgretolando come un vecchio muro polveroso, già troppe volte puntellato, è ormai sempre più forte e consolidata e si aggira impalpabile tra le menti fin qui obnubilate dai media nazionali. La verità della natura ci insegna che tutto si trasforma: non si possono arrestare i processi di cambiamento. Vale la pena quindi, piuttosto che resistere in un disperato tentativo di salvaguardia della tranquillizzante realtà conosciuta, cavalcare l’onda del nuovo, dirigendone ove possibile la direzione. Parliamo quindi di democrazia partecipativa, responsabilità civile, principio di non delega, condivisione di obiettivi, visione rinnovata. Un atto di coraggio, come ogni trasformazione richiede, un anelito di dignità e rispetto verso noi stessi. Per non dover ammettere, in fine, di non aver neanche tentato di creare qualcosa. Per poter orgogliosamente guardare negli occhi dei nostri figli e avere una eredità da trasmettere.
    10-06-2013 - Movimento 5 Stelle Città della Pieve