mercoledì 17 dicembre 2014

Domenica, 14 Settembre 2014 00:00
Come è noto, e da mesi portato all’attenzione dei cittadini dal giornale on-line Primapagina, da rilievi effettuati dal 2008 al 2013 emerge una presenza anomala di nichel nella falda acquifera sottostante il depuratore Bioecologia di Chiusi Scalo, Alcune misurazioni superano il valore di soglia di 20 µg/l - considerato statisticamente normale - del doppio e del triplo, fino ad arrivare a gennaio 2013 ad un valore di 204 µg/l, di ben 10 volte superiore alla soglia!Come è ovvio le falde acquifere non si preoccupano di rispettare i confini fra due comuni o fra due regioni, basta spostarsi di 30 metri per oltrepassare il confine toscano e approdare in Umbria: i dati emersi in Toscana riguardano tutti i Comuni della zona di Fondovalle.A fine gennaio 2014, praticamente in contemporanea all’esposto fatto dai cittadini di Chiusi, il M5S di Città della Pieve invia al Comune e all’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) una raccomandata con richiesta di informazioni in base al Dlgs 195/05, decreto che riconosce esplicitamente a tutti i cittadini il diritto di accesso alle informazioni ambientali. In attesa delle risposte il M5S continua ad informare i cittadini al gazebo del sabato mattina.ARPA invia una relazione con i risultati dei rilievi effettuati nei comuni di Città della Pieve e Fabro. I dati non permettono di approdare a conclusioni certe: “Solamente in futuro, con il proseguire del monitoraggio, sarà possibile definire più accuratamente le caratteristiche dell’acquifero”. Le abbondanti piogge potrebbero infatti aver temporaneamente ridotto i valori di nichel nei campioni prelevati. 

USCIRE DALL'EURO?


A causa dell’asservimento alla BCE (Banca Centrale Europea, che stampa l’Euro), lo stato italiano può ricevere denaro solo in certa quantità e dietro il pagamento di interessi; questo è uno dei fattori che accresce il nostro debito e non ci rende liberi di effettuare le scelte economiche che servirebbero al nostro Paese. Si tratta quindi di riconquistare indipendenza, perché il presupposto della messa in discussione della moneta unica è la perdita della nostra sovranità monetaria.
Come? Lo decideranno i cittadini, se saranno messi in condizione di farlo. Per questo Il M5S ha previsto tre passaggi:
Una legge di iniziativa popolare per indire un referendum consultivo di indirizzo sull'uscita o meno dall'euro (il referendum consultivo non è previsto dall'ordinamento italiano ma fu realizzato nel 1989 per consultare i cittadini sul potenziamento delle istituzioni europee, grazie ad una legge costituzionale specifica; il tutto può essere ripetuto, oggi, per ridiscutere questa Europa della finanza imposta negli anni '90 senza nessuna ulteriore consultazione popolare).
La pressione dei nostri 150 parlamentari e di milioni di cittadini consapevoli perché questa legge di iniziativa popolare non sia ignorata e si trasformi in legge dello Stato, aprendo le porte al referendum consultivo e costringendo alla coerenza partiti schierati contro l'euro come Lega, Fratelli d'Italia e alcuni parlamentari di Forza Italia.
Il referendum consultivo vero e proprio sull'euro. 


Alla fine di questo percorso profondamente democratico, e auspicabilmente fuori dall'euro e dai suoi assurdi vincoli di bilancio, il reddito di cittadinanza – punto cardine della visione a 5 stelle - potrà trasformarsi in un programma di sviluppo sociale, economico e culturale. Ripenseremo insieme il lavoro, gli investimenti pubblici, il nostro modello di sviluppo, riappropriandoci della sovranità democratica e di una politica industriale che a questo Paese manca da troppo tempo.

A PROPOSITO DI EURO

Non è da populisti, ma da economisti. Anzi, da persone sane di mente!
euro-svuotatascheLa proposta del M5S per uscire dall'euro passando per un referendum viene spesso liquidata dicendo che "non si può fare": questo - frutto della disinformazione - è molto grave perché falso.
L'uscita dall'euro non è un cavallo di battaglia elettorale, ma l'unica speranza per l'Italia; comprenderlo e farlo comprendere a tanti è di vitale importanza.
Il nostro scopo non è portare gli italiani al M5S, ma alla verità, da chiunque essa provenga.
Riportiamo il pensiero di sei PREMI NOBEL DELL'ECONOMIA sull'euro:
James Mirrless, all'Università di Venezia: "Non dovreste stare nell'euro, ma uscirne adesso", in modo da poter realizzare poi"misure di sostegno ai redditi, per aumentare il potere d'acquisto della popolazione".
Christopher Pissarides (ex sostenitore della moneta unica, a dimostrazione del fatto che cambiare idea è segno di intelligenza): "La situazione attuale non è sostenibile ancora per molto. E' necessario abolire l'Euro per creare quella fiducia che i Paesi membri una volta avevano l'uno nell'altro".
Paul Krugman: "Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica...è però ancora in tempo per rimediare!".
"Santo cielo! Se è la concorrenza esterna che vi preoccupa allora bisognerebbe svalutare l'euro, non tagliare i salari. E tagliare i salari in un'economia incastrata in una trappola della liquidità quasi sicuramente aggraverebbe la recessione. Com'è possibile che ci sia ancora qualcuno che non lo capisce?" (da: Il sole 24 ore).
Joseph Stiglitz: "Questa crisi, questo disastro è artificiale e in sostanza questo disastro artificiale ha quattro lettere: euro".
Amartya Sen: "L'euro è stato un'idea orribile. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l'economia europea sulla strada sbagliata. Una moneta unica non è un buon modo per iniziare a unire l'Europa. I punti deboli economici portano animosità invece che rafforzare i motivi per stare assieme. Hanno un effetto-rottura invece che di legame".
Milton Friedman: "Un'unità monetaria imposta sotto condizioni sfavorevoli si dimostrerà una barriera per il raggiungimento dell'unità politica"; anni prima aveva previsto che "l'euro sarà un fallimento".
E vorremmo ricordare una famosa citazione con cui Alberto Bagnai ha cominciato il suo fortunatissimo ed apprezzatissimo "Il tramonto dell'euro", nel quale si confutava la tesi secondo cui non sarebbe vantaggioso per il mondo tedesco permettere che alcuni paesi europei abbandonino la moneta unica: "la morte del debitore non conviene allo stesso creditore". E forse, causa gli ultimi dati registrati dal sistema produttivo teutonico, anche a Berlino alcuni iniziano a capire tutto ciò....

ALTA VELOCITA' A PONTICELLI

Giovedì, 06 Novembre 2014 00:00
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Di seguito l'intervento del 21/08/2014 del Portavoce M5S al consiglio comunale, Gioia Clavenzani, in merito alla proposta di realizzazione di una stazione ferroviaria per l'Alta Velocità nel nostro territorio.
"Buonasera, il mio intervento riguarda sia il metodo che il merito della questione. Per quel che riguarda il metodo: la mozione di Pieve di Tutti relativa a questo punto all’Ordine del Giorno è stata presentata a 9 giorni dal consiglio del 31 luglio, in lieve ritardo, e la discussione rimandata al Consiglio successivo. Quasi un mese dopo, il 18 agosto, termine ultimo per mettere a disposizione dei Consiglieri i documenti da sottoporre a votazione, il Sindaco propone telefonicamente a me e agli altri Capigruppo dell’opposizione una mozione unitaria per identificare in Ponticelli il luogo adatto alla costruzione di una Stazione intermedia dell’Alta Velocità tra Roma e Firenze, anche in vista di un completamento dell’ampliamento della Pievaiola, che da Tavernelle, verso Moiano, raggiungesse Chiusi. Esprimo, sbagliando, un generico accordo ma mi dichiaro assolutamente contraria ad inserire la Pievaiola nella mozione. Ricevo la mozione nel pomeriggio e, dopo aver raccolto maggiori informazioni, il 19 agosto il comunico al Sindaco di non essere d’accordo. Ora, mi chiedo: se si trattava di materia fondamentale e urgente, andava discussa con questi tempi e questi modi? L’argomento era sul tavolo da tempo, ma nessuna Conferenza dei Capigruppo è stata convocata. Apprezzo la cortesia con cui il Sindaco concorda ogni volta con le nostre richieste che le questioni vengano discusse e affrontate in modo diverso, ma aspetto da tre mesi di vederle soddisfatte.

Queste invece le mie considerazioni sul merito.
- Il fatto che esista un’opportunità non vuol dire che sia giusto e nell’interesse dei cittadini tentare di coglierla ad ogni costo. Se sono disponibili dei fondi, non è sempre sensato usarli per qualunque tipo di opera pubblica. Seguendo questa linea di pensiero si potrebbe ridurre di parecchio lo spreco del denaro dei cittadini, progettando azioni di sviluppo in armonia con la vocazione del territorio. Mi chiedo quindi quale sarebbe il senso di una stazione “normale” a Chiusi e di una grande opera, una stazione dei Freccia Rossa a Ponticelli?

- Se si ritiene fondamentale questa stazione, e in questa collocazione, perché non c’è un accordo con il Sindaco di Chiusi che invece candida Le Biffe? Il nostro Sindaco ci ha poi informato che la Regione Umbria e il Comune di Perugia sosterrebbero la proposta di Terontola, mentre in Toscana, Regione che finanzierebbe l’opera, la pressione sarebbe per Arezzo, a pochissima distanza da Firenze. Quali logiche guidano queste diverse posizioni? C’è da spendere denaro pubblico quindi, invece che cercare la soluzione migliore si fa a gara a chi tira più forte dal proprio lato? E le necessità dei cittadini?

- In tutto ciò, qual è la posizione di Trenitalia? I Freccia Rossa sono concepiti come business in concorrenza con l’aereo, non come servizio pubblico. La perdita di tempo per il rallentamento, la sosta e la ripresa della velocità dovrebbe essere giustificata da un cospicuo aumento dei flussi di passeggeri. Esisteranno poi questioni tecniche da approfondire di cui nulla sappiamo al momento. Nel frattempo, l’idea che il trasporto ferroviario sia un servizio pubblico è scomparsa: è stata diminuito il numero di treni alternativi ai Freccia Rossa sulla linea Roma-Firenze (con relativa fermata a Chiusi), ne sono stati allungati i tempi di percorrenza e aumentate le soste intermedie, con gravi difficoltà per i pendolari e per gli studenti. Ripristinare la funzionalità di tale linea, e usare vetture dignitose, sarebbe sicuramente più importante e urgente che inseguire progetti faraonici.

- Parliamo poi dell’ampliamento della Pievaiola, associato a questa proposta, perché questo si intende parlando di completamento della viabilità della zona Un progetto sui cui dettagli sappiamo poco o niente, tranne che, al momento, non sarebbe ancora stato finanziato. E’ certo invece che si sventrerebbe il territorio tra Tavernelle e Moiano, collegandosi a Chiusi con un’opera pubblica costosa. Più utile sarebbe occuparsi delle condizioni indecenti e pericolose delle strade esistenti.

- Riassumendo: la stazione è un’opera pubblica estremamente costosa, che viene “contesa” tra diverse zone in una lotta tutta (o quasi) interna al PD. E’ un’opera che non risolverebbe i problemi di gran parte dei cittadini di quest’area, problemi che non ho sentito ancora tirare in ballo. Non cambierebbe radicalmente i flussi turistici della zona, ma forse cambierebbe il valore di alcuni terreni. Si tenta poi di associarla ad una seconda opera pubblica di dubbia utilità ma di sicuro impatto ambientale, che sarebbe certamente utile…al Comune di Chiusi.

- Nel metodo e nel merito il M5S è assolutamente contrario a questo approccio ai problemi della nostra zona: grandi spese, grandi opere, nessuna analisi ma certezza di grandi affari. E ripeto: decisioni di questo tipo non possono essere prese in cinque minuti, vanno prese in una prospettiva di lungo periodo, consultando i cittadini che devono essere opportunamente informati e messi nella condizione di esprimersi su interventi strutturali importanti per il loro territorio. Purtroppo non vedo grande differenza tra questo modo di amministrare la cosa pubblica e quello della Giunta precedente. Rotonde e marciapiedi sono già stati fatti, stavolta passiamo a stazioni ferroviarie e strade."

Gioia Clavenzani – M5S Città della Pieve

MOZIONE M5S: STOP T-TIP



Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle 

Al Sindaco del Comune di Città della Pieve;
                         Al Presidente del Consiglio Comunale;
                                    e p.c. ai Consiglieri Comunali;

MOZIONE “STOP-TTIP”
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CITTA’ DELLA PIEVE
Premesso che

nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP);
tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza, con l'obiettivo di concluderne l'iter entro la fine del 2015;
l'obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell'eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d'investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell'oceano Atlantico;
il Partenariato in corso di negoziazione prevede addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime;
Considerato che
le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell'ambiente e della dignità sociale;
il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione;
l'assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati, che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni, né delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, costituisce un preciso attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare nel merito;
il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all'approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituisce un gravissimo 'vulnus' democratico, un'inaccettabile compressione dell'autonomia delle autorità pubbliche e un'azione destrutturante sulla coesione sociale delle comunità territoriali ;
ESPRIME
il proprio totale dissenso nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea e pertanto
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
  1. ad intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro da parte del governo italiano, nell'ambito del Consiglio Europeo, dal TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo;
  2. a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso, tra gli altri, il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali;
  3. ad inviare la presente deliberazione all'Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.
Città della Pieve 16/11/2014
Il Consigliere Comunale M5S
       Gioia Clavenzani

La mozione è stata respinta nel  Consiglio Comunale dell'11 dicembre 2014. Chi desidera ricevere il PDF con la risposta del comune all'interpellanza, può inviarci richiesta via mail




INTERROGAZIONI M5S SU NICHEL E PALAZZETTO DELLO SPORT


Interrogazioni del M5S al Consiglio Comunale 

di Città della Pieve 



Presentazione 16 novembre 2014

“Quali iniziative ha preso il Comune di Città della Pieve, se ne ha prese, o se invece ha intenzione di prenderne, per il monitoraggio della presenza del nichel nella falda, nelle acque superficiali e nei pozzi di fondovalle, dopo il lavoro dell’ARPA di qualche mese fa? Tutti i proprietari di pozzi e sorgenti della zona interessata sono stati informati della possibile contaminazione delle acque?”
“Quali sono i requisiti che deve avere chi chiede l’uso del palazzetto dello sport, chi deve controllare questi requisiti, chi autorizza l’uso della struttura? Questa procedura è stata sempre rispettata?”

Questa la risposta del comune. Chi desidera il file PDF, può chiederci l'invio tramite mail all'indirizzo m5scittadellapieve@gmail.com





NONNA TI SPIEGO LA CRISI ECONOMICA


In una Nazione ci sono il settore pubblico ed il settore dei cittadini privati. Non ci sono altri settori. Ora, nonna, immagina questi due settori come due contenitori, due cassetti. Entrambi contengono ricchezze, cioè palazzi, terre, case, fabbriche, attività. Entrambi, quindi, contengono denaro.
Bene. Prendi il contenitore dei cittadini privati, ad esempio un negoziante che ha venduto un paio di scarpe: tutto quello che è accaduto è che un cliente ha speso i soldi per le scarpe; i soldi che il negoziante guadagna sono sempre soldi che qualcun altro ha speso (perduto), quindi la ricchezza in denaro che sta nel contenitore “cittadini privati” gira sempre in tondo, passa dalle tasche di uno a quelle dell’altro. Questo significa che noi cittadini privati con tutto quello che facciamo e produciamo non siamo in grado DA SOLI di aumentare la quantità dei soldi totali che girano nel nostro contenitore. Ci vuole qualcuno che sta FUORI dal contenitore dei cittadini privati e che metta dentro il contenitore dei soldi NUOVI. E chi c’è là fuori che può fare questo? Solo due figure: il governo, col suo contenitore e il suo denaro, e le altre nazioni col loro denaro. Infatti se il governo decide di comprare qualcosa che si produce nel contenitore dei cittadini privati, succede che i soldi del governo verranno versati nelle tasche del cittadino privato che produce quella cosa SENZA che nessun altro cittadino abbia contemporaneamente speso (perso) un solo centesimo. Ecco nonna, che la ricchezza in denaro nel contenitore dei cittadini privati AUMENTA REALMENTE.



Opinione comune è che il governo così contrae debito. Ma non c’è nessun debito per noi cittadini!! Come funziona: lo Stato stampa quanta moneta vuole, (così faceva l’Italia e ancora oggi LO FANNO l’America il Giappone, la Svezia, insomma tutti gli Stati che hanno una loro moneta) e NON può fare bancarotta (detto anchefallimento o default). Un privato fa bancarotta se deve dei soldi a qualcun altro che glieli ha prestati. Ma lo Stato i soldi li inventa dal nulla, quindi li deve a se stesso, a differenza di quanto accade ai privati. Gli Stati Uniti hanno il conto in rosso da 200 anni, ed è sempre più alto ogni anno, cioè ogni volta che spendono dollari. Per lo Stato i soldi sono solo numeri, non sono soldi veri (quanto costa stampare le banconote, ovvero quanto costano i soldi? Il costo è dato dalla carta e dall’inchiostro per stampare le banconote; o dal metallo per coniare le monete; quindi parliamo di pochi centesimi. Addirittura il denaro non costa nulla quando i soldi si “muovono” tra conti correnti, perché sono solo “click” della tastiera del computer). I soldi servono solo per darci da vivere, lo Stato ce ne potrebbe dare a sufficienza per farci stare bene tutti. Il fatto che il debito dello Stato si chiami “pubblico” è una truffa. Una colossale truffa inventata da gente potente che ha tutto l’interesse a tenere sotto scacco sia noi cittadini privati che lo Stato. La spesa dello Stato che usa la sua propria moneta (la Lira nel caso dello Stato Italiano, i dollari o la sterlina o lo yen per gli altri Stati di cui abbiamo detto prima),non è mai il debito dei cittadini, bensì la loro ricchezza.
Vedi nonna, dagli anni ’70 in poi, grazie a degli accordi internazionali, fu deciso che gli Stati potevano creare le monete moderne dal nulla. Immagina, siamo nel 1971:
1) Lo Stato è democratico e quindi risponde ai cittadini
2) Lo Stato adesso può inventarsi i soldi dal nulla
3) Lo Stato può quindi creare lavoro per tutti, case per tutti, servizi per tutti, istruzione per tutti, pensioni buone per tutti.
Risultato? Può spendere per creare cittadini benestanti e istruiti che possono usare la democrazia. Il sistema “Stato che può spendere per i cittadini privati/noi cittadini privati che abbiamo la democrazia in mano” era la Gallina dalle Uova d’Oro dei popoli europei negli anni ‘70. E se i popoli se ne fossero resi conto, per le elite che detenevano il potere economico sarebbe stata la FINE. Se volevano conservare quel potere dovevano reagire!
Come hanno fatto a convincerci a cambiare rotta? Ecco lo schema:
1) una potenza economica privata enorme (multinazionali come Monsanto, Bayer, Exxon…) decide che farà montagne di soldi se un’idea qualsiasi convincerà tutti a fare una certa cosa
2) assume degli studiosi che strapaga, che dovranno scrivere dei trattati serissimi che dimostrino che quell’idea è fondamentale
3) si infiltra nei luoghi (es. Bocconi, Harvard…) dove studiano quelli che diventeranno importanti domani, quelli che comanderanno e li convince che quell’idea è fondamentale
4) per fare questo spende un sacco di soldi in congressi, incontri, in programmi in tv e articoli di giornale… oltre a cene, vacanze, regali ecc.
5) è noto che, ormai, gli ambienti di quelli importanti sono gli stessi dove bazzicano i politici, che sono per lo più ignoranti come delle sogliole e si bevono quello che i professoroni raccontano loro
6) il peso del mondo dei professoroni più quello dei politici ignoranti come sogliole si sommano per far diventare quella idea fasulla, voluta dalla potenza economica privata enorme, la regola nazionale per tutti. E addio democrazia.
Riassumendo: le elite di potere mondiale avevano capito che lo Stato democratico, con una sua propria moneta, avrebbe potuto spendere per i cittadini e le aziende private al fine di renderli tutti più benestanti, moderni e istruiti. Ma cittadini che siano tutti benestanti, consapevoli e padroni del loro Stato democratico erano un pericolo mortale per le elite, che invece ci vogliono ignoranti, sempre in affanno per i soldi e spesso anche disperati, così loro possono fare i loro affari immensi, rubare la maggior parte della ricchezza comune e sentirsi superiori, potenti.
Così si sono inventati una serie di bugie:
1) lo Stato non deve spendere di più di quanto incassi con le tasse
2) la spesa dello Stato non è indispensabile per creare nuova ricchezza nel contenitore dei cittadini privati 3) se lo Stato spende meno, noi cittadini e aziende private saremo più ricchi.
Tutti ci siamo caduti. Non contente, le elite di potere hanno pensato che qui in Europa potevano addirittura sottomettere gli Stati con leggi più potenti delle leggi statali, cioè le leggi della UE, impedendo così agli Stati stessi di spendere per i propri cittadini togliendo loro le lire, i marchi, i franchi ecc. E si sono inventati prima l’Euro e poi la crisi. E’ chiaro quindi che quella che stiamo vivendo è proprio una Spirale di Crisi Imposta, non spontanea, non dovuta a un accidente dell’economia o a non si sa quale problema mondiale misterioso. E’ IM-POS-TA, è pilotata, e questo è veramente criminale, nonna.
A questo punto sorge una domanda: ma se poi noi andiamo tutti in rovina, loro cos’hanno da guadagnarci? Semplice:
1) i grandi industriali hanno deciso che vendere i loro prodotti da noi era una causa persa perché siamo troppo pochi, meglio dall’altra parte del mondo, Cina, India, Brasile, che hanno popolazioni molto più numerose
2) i grandi investitori hanno capito che comprando i servizi essenziali dello Stato (gas, acqua, energia…) possono strizzare dai cittadini denaro garantito (chi non ha bisogno di acqua, luce e gas?)
3) gli speculatori si sono inventati trucchi contabili strampalati per poter scommettere sulla sfortuna economica degli Stati e le super banche d’affari (Goldman Sachs, JP Morgan… mica la piccola banca che hai sotto casa!) con gli stessi trucchi hanno moltiplicato soldi fittizi mentre milioni di persone s’indebitavano.
Questo da 20 anni ha cambiato del tutto il volto delle economie tradizionali. Le elite di potere avevano bisogno di una crisi economica che facesse impoverire gli stati europei. Questo accadde e sta accadendo, infatti hanno scommesso contro la Grecia e hanno vinto, e ora scommettono contro l’Italia e vinceranno. Gli uomini che oggi scommettono contro l’Italia, e che la stanno ricattando nell’impotenza totale dei politici, non sono più di qualche decina. Loro qualche decina, noi 60 milioni di impotenti.

Liberamente tratto e riorganizzato da: “Nonna, ti spiego la crisi economica” di Paolo Barnard